Odori e Sapori

La risposta femminile a Camilleri

Se parliamo di una regione assolata e inebriante di sapori mediterranei, se parliamo di un posto dove nessuno si fa i fatti suoi e tutti parlano di tutto, ma se qualcuno costruisce abusivamente, alza la casa di un piano, allora nessuno ha visto niente o sa niente, parliamo di Sicilia.

Ma stavolta non è il commissario Montalbano a farla da padrone.

Bensì una donna, Anciluzza, che domani si sposa col suo Gaetano, che la trova dolce come alla marmellata di zucchine e morbida come la pasta messa a lievitare, che vuole prendersi cura di lei e non la lascia andare ad insegnare perché in paese non si dica che l’ingegnere non è in grado di badare alla famiglia.
Perciò quando, come se non fossero passati i secoli (e forse certe abitudini non passeranno mai), Gaetano all’improvviso sparisce senza un cenno, ad Anciluzza resta il ricordo delle cassatelle che gli portava ogni mattina a letto, calde con una tazza di caffè, oltre al mutuo da pagare e a due figlie ancora piccole.

Forse il commissario Montalbano avrebbe volentieri indagato sulla sparizione del marito di Anciluzza, ma lei no. Lei fornisce agli agenti una sommaria descrizione del marito (un ometto insignificante, basso e un po’ grasso) e inizia a guardare al futuro. Durante il matrimonio, aveva dovuto dimenticare se stessa, ora vuole ricordarsene. Rimboccandosi le maniche, apre una bottega e comincia una nuova vita: non è più una frustrata casalinga laureata, ma una commerciante indipendente.

Da qui parte L’assaggiatrice (Rubettino Editore) di Giuseppina Torregrossa - già nota al grande pubblico per il pluripremiato romanzo “Il conto delle minne” (Mondadori) - che in questo secondo libro cambia faccia alla Sicilia e alle sue donne, donando loro una nuova identità.
La storia si svolge nella putìa che Anciluzza ha battezzato “Odori e Sapori” in cui vende i prodotti tipici della sua terra: tonno sott’olio, miele dorato, essenza di zagara e bergamotto, vino locale, sapone all’olio d’oliva, la bottarga… di sua sorella (l’allusione non è casuale, con un po’ di sesso si vende di più), e qualche liquore sciropposo e dolce, prodotti che vanno molto, specialmente ora che è estate e lì, a Strafalcello, sono arrivati i turisti per le vacanze.

Per la sua atmosfera, per la sensualità della sua padrona, il negozio è anche un richiamo. E nel retrobottega Anciluzza cucina: cuoce zuppe di pesce, impasta cassatelle di ricotta, addensa biancomangiare alle mandorle, frigge melanzane per la caponata, candisce scorzette di agrumi, prepara pane cunzatu e spiedini di polpette. Deliziosi cibi che offre a chi – uomo o donna: Hamed, Scecco, Adele – risponda al suo richiamo, facendole scoprire il gusto dell’amore gioioso e fugace e quello della carne morbida e vogliosa.
Mentre la sua autrice, con uno stile che intriga e che ammalia, riscrive la storia di una terra separata da un continente, la storia di chilometri e di anni di soprusi e dolori di donne (non più) vestite di nero.

Se il commissario Montalbano o chi per esso riuscirebbe a trovare il marito latitante, diventa marginale alla fine di questa storia di emancipazione femminile. Ciò che invece conta è che, con la sua scrittura, Giuseppina Torregrossa può essere la migliore risposta a Camilleri.

 

Nota: Radio 24 ha dichiarato che al Salone del Libro di Torino 2010 la casa editrice Rubettino ha allestito lo stand più bello di tutta la fiera.

——————————————————————————————————

Se questo articolo ti è piaciuto e vuoi essere sempre aggiornato, inviando una semplice e-mail a: letteraturagastronomica@supereva.it puoi iscriverti gratui- tamente alla NEWSLETTER DELLA GUIDA DI LETTERATURA GASTRONOMICA.

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!