E se qualcuno ha detto, ha auspicato, che stiamo per uscirne, in realtà non è così. A fine stipendio c’è ancora molto mese (quando c’è ancora lo stipendio, perché la chiusura delle aziende, la mobilità, la cassa inte- grazione non sono certo fantascienza, anzi).
Dopo accorciato le vacanze (quando non eliminate), dopo aver ridotto l’acquisto di vestiti, scarpe e altri beni non strettamente necessari, sono state cambiate le abitudini del fare la spesa.
Sempre più ci si orienta verso prodotti di marca (ancora si riesce a salvare la qualità, ma fino a quando?), sì, ma scontati. Riuscire a far quadrare i conti è sempre più un rompicapo. Questo nel migliore nel casi. Spesso la realtà è, invece, il peggiore dei casi.
Dalla constatazione che il 4,4% delle famiglie residenti in Italia non riescono a nutrirsi bene perché non ne hanno i mezzi necessari, è uscito un libro molto interessante: Ricette low cost, scritto a quattro mani da Manuela Maria Campanelli e Arianna Banderali, edito da red!, una casa editrice da sempre molto attenta al benessere e all’alimentazione.
Il sottotitolo è: Mangiare bene e sano spendendo poco, e non aggiungo altro.
In termini di numeri, è un vero esercito - composto da un milione e mezzo di famiglie e da 3 milioni di individui appartenenti a tutte le fasce di età – che può destinare appena € 222 in media al mese, e anche meno, alla spesa di alimenti, posizionandosi a ridosso o al di sotto della cosiddetta ‘soglia di povertà alimentare’ (dall’ultimo Dossier su La povertà alimentare in Italia a cura di Fondazione Banco Alimentare – ottobre 2009). Il risultato è che molti nostri connazionali non solo riducono la quantità dei cibi comprati ma anche la qualità della loro dieta: acquistano alimenti ‘spazzatura’, che calmano la fame ma fanno male alla salute, spalancando le porte a malnutrizione, sovrappeso e obesità.
Direte che sembra impossibile che un tale scenario si sia potuto verificare proprio in un paese economicamente avanzato come il nostro, dove la disponibilità di cibo non manca e dove le eccedenze e gli sprechi alimentari raccolti annualmente dalla Fondazione Banco Alimentare ammontano a ben 9.000 tonnellate.
Ebbene questa contraddizione trova una sua giustificazione nella crisi economica in corso e nel diminuito potere d’acquisto degli italiani. I nostri connazionali che non riescono più a stanziare il 19% del proprio budget famigliare - pari a 466 euro al mese - alla spesa, continuano infatti ad aumentare. Cadere vittime di questo circolo vizioso sempre più facile: basta un divorzio, una malattia o la perdita del lavoro per trasformare un medio borghese in un nuovo bisognoso in giacca e cravatta.
I giovani con meno di 14 anni e gli anziani dai 70 anni in su, soprattutto se abitano nelle regioni centro meridionali, sono i più colpiti dal rischio povertà alimentare.
C’è una soluzione?
«Noi abbiamo scritto un libro», rispondono le autrici «Sebbene ciò sembri poca cosa rispetto alle molteplici esigenze a cui far fronte, Ricette low cost. Mangiare bene e sano spendendo poco, è un aiuto concreto per proteggere la salute degli italiani e per farli vivere senza troppi sacrifici in questo duro periodo storico. La prima parte del libro indirizza su ‘dove’ andare a comprare per portare a casa cibo di qualità risparmiando; propone una spesa anticrisi e soppesa la convenienza dei diversi punti vendita, dai farmer markets ai gruppi solidali d’acquisto, ai distributori alla spina, dagli hard discount ai mercati rionali, ai coltivatori diretta. La seconda parte indica ‘cosa’ comprare per essere sicuri di mettere nel proprio carrello alimenti genuini e a basso costo; la terza parte propone infine 80 ricette di nuova creazione e dal gusto italiano che, dagli antipasti al dolce, conciliano un corretto apporto di nutrienti con il risparmio. Ognuna di esse è corredata dal prezzo a porzione e dalle calorie assimilate per persona: anche in tempi di crisi non rinunciare ai piaceri della tavola senza nuocere al portafoglio è dunque possibile».
Un libro che, a mio avviso, avrebbe dovuto concepire e distribuire gratui- tamente qualche ente, o meglio qualche ministero preposto. Figurarsi!
Per fortuna ci ha pensato questo editore che lo ha messo in libreria all’ accessibile costo di € 13,50.
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Loredana Limone













