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Intervista a Sandra Faé

Sandra Faé è l’autrice di “Frollini a colazione (ma io volevo la brioche…)", ExCogita Editore. Ha 41 anni, milanese di nascita, e Milano è la città che ama anche coi suoi difetti. E’ sposata da soli 3 anni con un uomo che è per 3/4 greco e la supporta molto nella scrittura; i Frollini erano fogli sparsi ed incasinati fino a che lui si è messo a ribatterlo a PC. Ama molto leggere, andare a teatro, fare una gita, cose così. Ha un lavoro che sopporta, e davvero una vita normalissima, ma anche molto piena, anzi ripiena come uno di quegli arrosti a tasca di vitello. Ha partecipato a non sa quanti concorsi per racconti che spesso sono sfociati in pubblicazioni in antologie, e tantissimi corsi di scrittura creativa che le hanno dato tantissimo in termini di approfondimento e conoscenza di gente interessante che frequenta ancora. Non potrebbe mai immaginare la sua vita senza libri, da scrivere, da leggere, da sfogliare in libreria, da cercare in internet …


Ciao, Sandra! Noi che abbiamo tifato per te sin da quando partecipavi al concorso GialloMilanese non possiamo che farti i nostri più affettuosi auguri per questo tuo primo libro. Ma tu non sei affatto un’esordiente!
Grazie mille, in realtà la cosa buffa è che i Frollini sono stati scritti prima del risotto (in effetti è anche giusto, visto che la colazione si fa prima del pranzo) ovvero nel 2004, poi come un buon vino, per rimanere in tema gastronomico, anzi enogastronomico, l’ho lasciato decantare per molto tempo.

Cosa hai provato quando hai tenuto tra le mani il libro con il TUO nome per la prima volta?
Ero gasatissima per la copertina, era una giornata con un tempaccio infame di quelle che ti chiuderesti in casa, invece sono andata dall’editore e come cosa un po’ negativa ho pensato che avrei potuto scrivere qualche pagina in più, ma è solo una piccola nota che non ha smorzato il mio grande entusiasmo. Un mio libro finalmente, l’avevo sognato per anni!

La tua scrittura fresca e briosa, mi fa pensare ad autrici come Federica Bosco, Stefania Bertola… C’è qualche scrittrice (o magari qualche scrittore) che ti ha influenzata?
Citi due autrici che conosco e diventare come loro, soprattutto in quanto a fama, mi sembra un gran bell’augurio. La mia icona del genere rimane sempre Hellen Fielding con la sua inimitabile Bridget Jones. Attualmente credo che mi stiano influenzando Jonathan Coe e Nick Hornby che sanno pennellare la società odierna con grande ironia.

Cosa stai leggendo ora?
Oddio sto leggendo Acciaio di cui si è fatto un gran parlare, e io rosicavo per un esordio tanto felice. W la sincerità, non lo terminerò: troppe parolacce, non è il mio genere.

Che suggerimento daresti a uno scrittore esordiente che avesse un libro nel cassetto?
Io consigli faccio un po’ fatica a darne perché davvero non sono nessuno. Direi di frequentare i corsi di scrittura creativa per confrontarsi con chi ha la stessa ambizione, molti scrivono ma le case editrice sono intasate di manoscritti. Autoeliminarsi può essere duro ma necessario per non coltivare illusioni inutili. Se ad esempio l’insegnante del corso esorta lo scrittore a non mollare allora che non molli, invii invii invii senza sosta il manoscritto, coltivi contatti e non rifiuti un eventuale editing, non c’è nulla di immorale a farsi sistemare il testo almeno all’inizio. Con la tenacia qualcosa di buono arriverà.

Parlaci di te ai fornelli e a tavola.
Sono molto golosa, ma lo sono diventata dopo i vent’anni, non so perché. Amo la buona cucina e ho i miei ristoranti del cuore dove amo tornare. Ho anche amiche bravissime ai fornelli, quando le invito a casa mia vado sempre un po’ in crisi.

Frollini… brioche… Se fossi un dolce quale saresti?
Oggi ho mangiato una squisita crema cotta allo zenzero con biscottini al cioccolato, un gusto sorprendente, ti va?

Grazie per essere stata con noi, Sandra. Speriamo di leggere presto altre tue esilaranti avventure.
Lo spero davvero, nel pentolone bolle già qualcosa …

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