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C'è colazione e colazione

Chi non ha sgranocchiato un frollino triste, guardando la bella signorina di turno che fa colazione con una brioche insieme al nostro ex?

Se non tutte, molte di noi……… Ahinoi!

A rappresentarci nelle disavventure sentimentali e non, in quest’esilarante libro di Sandra Faè dal titolo Frollini a colazione (ma io volevo la brioche…), pubblicato da Excogita, è Ilaria, single, bambocciona (come squisita- mente la definirebbe l’ex ministro dell’economia Padoa Schioppa), ultratrentenne, alle prese con una bella serie di Homo Bastardus, a partire da Marco, ai tempi della scuola elementare.

Uomini bastardi, donne più avvenenti ed intraprendenti di lei, frollini che ti si piazzano sullo stomaco e digerisci dopo secoli.
Ilaria non si fa mancare nulla, nessun tipo di problema, cioè.
Infatti ha:
1) problemi di cuore: si dibatte tra il Vip e Occhi Verdi temendo di non interessare davvero a nessuno dei due;
2) problemi di colleghi: la redazione del giornale dove lavora sembra una giungla. Il suo capo è soprannominato Ringhio, la caporedattrice la pugnala subdolamente alle spalle, e lei sgocciola sangue ovunque;
2) problemi di capelli: impietosi, ci si mettono anche loro ad incasinarle la vita. Nonostante l’uso di shampoo anticrespo, antirottura, antipatico… sono sempre troppo simili ad un covone informe.

Be, per fortuna ci sono gli amici! Un simpatico fronte compatto che si schiera dalla parte della nostra irresistibile protagonista, supportandola e sopportandola nelle sue piccole-grandi battaglie quotidiane.
E la famiglia, naturalmente: a volte ingombrante (genitori super intelligenti, una gemella Miss Perfezione), ma molto affettuosa.

Viene da pensare che forse qualcosa di autobiografico c’è (quantomeno la sorella gemella) in questo romanzo, se andiamo a leggere la nota biografica dell’autrice, che noi già conosciamo; infatti nella Guida è apparso il suo racconto “Risotto giallo con ossobuco” scritto per il concorso letterario “GialloMilanese”, che vi invito a rileggere.

Il libro di Sandra, però, ci regala una buona dose di ottimismo e di ironia.
E’ una storia gustosa, frizzante, speziata agro-dolce che si legge in un soffio; è il ritratto disincantato delle single che vivono in casa coi genitori, poco “sdoganate” dalla chick lit (le single anglosassoni vivono tutte da sole, in Italia non è così, ma chi scrive sembra non essersene tanto accorto!).

E’ il classico romanzo da leggere sotto l’ombrellone, ma vista la stagione ormai alla fine, andrà benissimo anche il divano di casa, la panchetta del tram, o l’estenuante tragito in metropolitana; è il libro da regalare a un’amica per ridere insieme delle proprie sciagure (mal comune mezzo gaudio) presenti o passate, perché tutte siamo state single, almeno per un giorno.

E il finale inaspettato e coraggioso lascia la porta aperta per nuove colazioni… questa volta tassativamente a base di brioche (sono permesse anche quelle ben farcite di crema o marmellata, alla faccia del colesterolo!).

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