Queste parole scrive Stefano Bigazzi nel suo ultimo libro “Cous cous” che ho avuto il piacere di recensire: una riflessione ampia che non tutti fanno quando si parla del mar Mediterraneo (si è spesso concentrati solo sulla propria spiaggia) e ancor meno quando di parla di dieta mediterranea.
Tante volte ci si limita ad associare la dieta mediterranea alla pasta e alla pizza soltanto.
Non è così.
La dieta mediterranea è costituita dagli alimenti dei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo, i cui benefici effetti - grazie al biologo americano Ancel Keys (1904-2004) prima, e al medico genovese Lorenzo Piroddi (1911-1999) poi – furono riconosciuti come coadiuvanti nella prevenzione di alcune malattie: diabete, tumori, malattie cardiovascolari, morbo di Parkinson, Alzheimer, obesità, depressione.
Ne parla, con lo stile semplice, chiaro ed esaustivo che la contraddistingue, Giuliana Lomazzi, nel suo ultimo libro La cucina mediterranea moderna (red!), un agevole volume dove sono raccolte le ricette tradizionali dai tre continenti che fanno scuola in termini di nutrizione: l’Europa mediterranea, il Nordafrica e il vicino Oriente.
Protagonisti indiscussi della dieta mediterranea - candidata peraltro ad entrare nella lista Unesco dei Patrimoni culturali immateriali dell’Umanità - sono la frutta e la verdura: alimenti che purtroppo, a quanto pare, la maggior parte degli italiani non ama. Il che dipende da come vengono preparate e presentate. Bisogna recuperare la fantasia dei nonni, spiega l’autrice, che ha personalmente provato a servire cene prevalentemente “verdi” a chi in genere non apprezzava le verdure, e di avanzi – assicura - ce ne sono stati pochi.
Ma alla verdura, vanno aggiunti i cereali, di cui già l’uomo paleolitico faceva largo uso, preferibilmente consumati con una fonte proteica quale i legumi, ad esempio: matrimonio molto comune nella cucina mediterranea.
Il condimento è naturalmente l’olio extra vergine d’oliva, un prodotto molto prezioso, ricco di polifenoli e vitamina E, da usare a crudo.
Per quanto riguarda le proteine di origine animale, Giuliana suggerisce il consumo di 4-6 uova alla settimana; e, se raccomanda il pesce azzurro, mette in guardia da un uso eccessivo della carne.
Una curiosità: alcune ricerche indicano nella dieta mediterranea un modello valido per alzare il tono dell’umore. Quindi, quanto mai necessaria in questi giorni di cielo plumbeo.
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Loredana Limone








