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Tacchino di Natale

Il "Pulin de Nadal" dei contadini delle cascine padane


Natale era uno dei pochissimi giorni dell’anno in cui i contadini facevano festa concedendosi una deroga ai frugali pasti quotidiani.
La festività natalizia era molto sentita sotto l’aspetto sociale e religioso. Durante l’anno si sceglieva un bel ciocco e lo si teneva da parte: per farlo ardere nel camino il giorno di Natale e, in questo modo, “scaldare Gesù Bambino”.
Il “pranzo della festa” richiedeva diversi giorni di preparazione per le donne in cascina. Ma era anche molto importante ciò che vi ruotava intorno e che si può riassumere semplicemente nello stare tutti insieme nel calore del focolare domestico. Infatti, dopo aver assolto i precetti religiosi, l’intera famiglia trascorreva a tavola gran parte del 25 dicembre.
 

Ingredienti (per 8 persone):
1 tacchino
250 g di burro
½ bicchiere di olio d’oliva
1 chilo di castagne
300 g di prugne secche
300 g di salsiccia
2 pere tipo passagrassana

Lavate il tacchino ed asciugatelo accuratamente all’interno ed all’esterno. Preparate un ripieno con: castagne arrostite e sbucciate, prugne secche ammorbidite in acqua tiepida oppure vino bianco tiepido, salsiccia tagliata a pezzetti, pere sbucciate e tagliate a fette molto sottili. In una teglia fate soffriggere 100 g di burro e mettetevi tutti gli ingredienti sopra elencati in modo da ottenere un impasto uniforme e ben condito.
Riempite il tacchino con l’impasto e cucite accuratamente le aperture. Mettete il tacchino in un tegame dai bordi molto alti nel quale avrete precedentemente messo 150 g di burro e l’olio. Iniziate la cottura a fuoco vivace fino alla rosolatura del tacchino, poi continuate per un’ora e ½ a fuoco molto lento, se necessario bagnando il tacchino con qualche spruzzata di olio caldo.
Servite caldo guarnendo il piatto di portata con il ripieno che avrete tolto prima di portare in tavola.

Da: Mangiare in cascina - Viaggio nella gastronomia e nelle tradizioni della civiltà contadina (Atesa)

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