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  • L'acqua con le bolle

    In questo periodo in cui c'è la polemica sulla privatizzazione dell'acqua e diversi ristoranti hanno aderito all'iniziativa "Imbrocchiamola!: bevi acqua di rubinetto, comoda e poco costosa", la nostra amica scrittrice Luciana Navone Nosari ci parla di un bicchere d'acqua trasgressiva, regalandoci questo suo ricordo (che sia vero o inventato poco importa) dolce e divertente, serio e triste.

  • Frutti della paura

    Torna a farci compagnia, con questo racconto dal risvolto golosissimo, Luciana Navone Nosari, che nella foto è teneramente abbracciata alla sua micia Sofia. Scrittrice torinese e amica di questa Guida, oltre ad essere autrice di diversi romanzi tra cui "Specchi di ghiaccio”, “Profumo di tiglio” e "Carezze di Luce", Luciana ha partecipato all'antologia di scrittori torinesi: “Turin tales, un caffè a Torino”, di recente uscita per i tipi di Lineadaria editore.

  • Monumenti e dolci momenti

    Tutte le buone intenzioni, ma poi tra il dire e il fare c’è di mezzo una storica e “peccaminosa” pasticceria torinese che… Ma leggete il racconto che segue, scritto da Luciana Navone Nosari appositamente per questa guida. Mentre per il grande pubblico, in libreria e su IBS, sono disponibili i romanzi dell'autrice “Specchi di ghiaccio” e “Profumo di tiglio”, oltre a "Carezze di Luce" un libro straordinario - che consiglio vivamente - sul rapporto madre-figlia in questa dimensione e... molto oltre.

  • Un muro da abbattere

    L’8 agosto 2008 inizieranno le Olimpiadi di Pechino. C’è ammirazione, ansia, esultanza intorno all’evento, ma anche polemiche, giudizi... Comunque sia, ne parlano tutti.

  • Intervista a Luciana Navone Nosari

    Luciana Navone Nosari è l’autrice di “Profumo di tiglio” (Edizioni Angolo Manzoni), sua opera seconda dopo “Carezze di Luce”. Nata a Villar Perosa, vive a Torino. Scrive e dipinge per edonismo. Ha partecipato, e vinto, al concorso “poeti al Video”; alcune sue poesie sono state pubblicate nel volume “Tendenze poetiche” (Villar Editore, Roma).

  • Un bene ancora possibile

    Era bastato sentire appena il sapore di quei dolci corti e paffuti che sembravano modellati nella valva scanalata di una “cappasanta” perché immediatamente il protagonista di Proust ritornasse alle domeniche mattina della sua infanzia a Combray, quando la zia gli offriva un pezzetto di madeleine intinto nell’infuso di tiglio.