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Blake e Wordsworth: due volti di Londra

La metropoli londinese di William Blake è sporca, caotica, risuonante di dolore, quella di William Wordsworth è nitida, rilassata e silenziosa...

londra anticaDue immagini quelle che Blake e Wordsworth ci danno di Londra, antitetiche in tutti i sensi. Blake che di notte si trova a passeggiare per le strade della metropoli guarda ciò che lo circonda con gli occhi di chi conosce i mali della società -non a caso la poesia appartiene ai “Canti dell’Esperienza” che contrariamente ai “Canti dell’Innocenza” dipingono un mondo disilluso e estraneo alla natura-.

Nella poesia di Wordsworth invece il poeta si trova all’alba sul ponte di Westminster quando la città ancora addormentata sembra quasi campagna talmente calmo e stranamente nitido è il quadro che dà di sé.
Così laddove la metropoli londinese di William Blake è sporca, caotica, risuonante di dolore, quella di William Wordsworth è nitida, rilassata e silenziosa. Blake vede in essa l’emblema del potere attraverso i suoi palazzi istituzionali, le chiese luride, le strade dei mercati concessi in licenza e i vicoli della prostituzione di fronte a cui lo Stato chiude gli occhi.

La Londra vista dal ponte ridonda invece di connotazioni positive: é bella e toccante nella sua maestà, silenziosa e inerme nella quiete del sonno, scintillante e luminosa nell’aria che ancora non fuma di smog.

Due Londre, due immagini mentali e due visioni della realtà da parte di due poeti che pur essendo entrambi portatori di ideali romantici vissero la storia e la vita in modo diametralmente opposto (1).

Londra
di William Blake
Giro per ogni strada concessa in licenza,
vicino a dove il Tamigi concesso in licenza scorre,
e segno in ogni volto che incontro
segni di debolezza, segni di dolore.

In ogni pianto di ogni uomo,
nel pianto di paura di ogni bimbo,
in ogni voce, in ogni divieto,
le manette della mente sento.

Come il pianto dello spazzacamino
annerisce ogni sporca chiesa!
E il sospiro dello sfortunato soldato
si trasforma in sangue tra le mura del Palazzo.

Ma soprattutto per le strade di mezzanotte sento
come la maledizione della giovane meretrice
colpisca la lacrima del bimbo appena nato,
e contamini di piaghe il carro matrimoniale. (2)

London

I wander thro’ each charter’d street,
Near where the charter’d Thames does flow,
And mark in every face I meet
Marks of weakness, marks of woe.

In every cry of every Man,
In every Infant’s cry of fear,
In every voice, in every ban,
The mind-forg’d manacles I hear.

How the Chimney-sweeper’s cry
Every black’ning Church appalls;
And the hapless Soldier’s sigh
Runs in blood down Palace walls.

But most thro’ midnight streets I hear
How the youthful Harlot’s curse
Blasts the new-born Infant’s tear
And blights with plagues the Marriage hearse.

Composta su Westminster Bridge.
di William Wordsworth
La terra non ha niente di più bello da mostrare:
insensibile sarebbe nell’anima chi passa indifferente
ad una vista così toccante nella sua maestà:
la città adesso, come un abito, indossa
la bellezza del mattino; silenziosi, inermi
navi, torri, cupole, teatri, e templi stanno
aperti ai campi, ed al cielo;
tutti chiari e splendenti nell’aria tersa.

Mai il sole più meravigliosamente ha immerso
nel suo primo splendore la valle, la roccia o la collina;
mai ho visto, mai ho sentito una calma così profonda!
Il fiume scorre piano come gli pare:
Dio caro! Le stesse case sembrano addormentate;
e tutto quel cuore potente è ancora immobile! (3)

Composed Upon Westminster Bridge

Earth has not anything to show more fair:
Dull would he be of soul who could pass by
A sight so touching in its majesty:
This City now doth like a garment wear
The beauty of the morning; silent, bare,
Ships, towers, domes, theatres, and temples lie
Open unto the fields, and to the sky;
All bright and glittering in the smokeless air.
Never did sun more beautifully steep
In his first splendour valley, rock, or hill;
Ne’er saw I, never felt, a calm so deep!
The river glideth at his own sweet will:
Dear God! the very houses seem asleep;
And all that mighty heart is lying still!

(1) Eccezion fatta per il turbolento periodo giovanile di Wordsworth.
(2-3) Traduzione di Corinzia Monforte

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