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Keats e l'Autunno

L’autunno evoca nell’immaginario collettivo un senso di lenta tristezza che accompagna il finire delle cose. Non è del tutto così per John Keats...

campo di stoppie
L’autunno evoca nell’immaginario collettivo un senso di lenta tristezza che accompagna il finire delle cose. Non è del tutto così per John Keats, poeta di cui ci si innamora, non tanto perché il suo esser morto a soli 26anni lo ha lasciato per sempre giovane e bello, ma per l’intensità della sua poesia, capace di esprimere sensazioni forti attraverso la delicata bellezza delle sue parole.
Keats è considerato il vero padre dell’estetismo, perché gustando la vita nella sua pienezza fu capace di renderne il senso.
Teorico della discussa negative capability, Keats ritiene che perfino le negatività della vita vadano godute con un positivo senso del piacere. Ecco allora che la stagione del declino e dello squallore in lui diventa stagione di sensuale abbondanza, ed il consueto grigio autunno si colora della varietà dei suoi frutti.

All’autunno

Stagione di foschie e di succosi frutti,
intimo amico del sole che matura,
che cospira con lui su come caricare e benedire
di frutta le viti che circondano le grondaie;
piegare di mele gli alberi dei cottage muscosi,
e riempire i frutti di sapore forte fino al nocciolo;
gonfiare la zucca, e maturare i gusci delle nocciole
con un dolce nocciolo; e far fiorire ancora,
ed ancora, i fiori tardivi per le api,
affinché esse pensino che i giorni caldi non finiranno mai,
perché l’estate ha reso stracolme le loro celle appiccicose.

Chi non ti ha visto spesso tra la tua abbondanza?
A volte chiunque si guardi intorno può trovarti
Seduto spensierato sul pavimento di un granaio,
i capelli morbidi sollevati dal vento che li divide;
o su un solco mietuto a metà mentre dormi profondamente;
addormentato sotto i fumi dei papaveri, mentre la tua falce
risparmia la prossima fila di grano e tutti i suoi fiori intrecciati;
e a volte come un mietitore che tieni
ferma la testa carica di pesi attraverso il torrente;
o presso un torchio da sidro, con sguardo paziente,
che guardi le ultime ore gocciolanti, ora per ora.

Dove sono le canzoni della primavera? Ah, dove sono?
Non pensare a loro, tu pure hai la tua musica,
mentre le nuvole serrate fanno sbocciare il giorno che muore dolcemente,
e toccano le pianure di stoppie di una tinta rosea;
allora in un corale lamento i moscerini gemono
tra i salici piangenti del fiume, portati in alto
o affondati mentre un vento leggero vive o muore;
ed agnelli ben pasciuti belano dalle lontane colline;
i grilli di siepe cantano; e adesso con un dolce stridulo
il pettirosso fischia dal recinto di un giardino
e chiama insieme i passeri che cinguettano nel cielo.
(traduzione di Corinzia Monforte)

To Autumn

Season of mists and mellow fruitfulness,
Close bosom-friend of the maturing sun,
Conspiring with him how to load and bless
With fruit the vines that round the thatch-eaves run;
To bend with apples the mossed cottage-trees,
And fill all fruit with ripeness to the core;
To swell the gourd, and plump the hazel shells
With a sweet kernel; to set budding more,
And still more, later flowers for the bees,
Until they think warm days will never cease,
For Summer has o’er-brimmed their clammy cells.

Who hath not seen thee oft amid thy store?
Sometimes whoever seeks abroad may find
Thee sitting careless on a granary floor,
Thy hair soft-lifted by the winnowing wind;
Or on a half-reaped furrow sound asleep,
Drowsed with the fume of poppies, while thy hook
Spares the next swath and all its twined flowers;
And sometimes like a gleaner thou dost keep
Steady thy laden head across a brook;
Or by a cider-press, with patient look,
Thou watchest the last oozings hours by hours.

Where are the songs of Spring? Ay, where are they?
Think not of them, thou hast thy music too—
While barred clouds bloom the soft-dying day,
And touch the stubble-plains with rosy hue:
Then in a wailful choir the small gnats mourn
Among the river sallows, borne aloft
Or sinking as the light wind lives or dies;
And full-grown lambs loud bleat from hilly bourn;
Hedge-crickets sing; and now with treble soft
The red-breast whistles from a garden croft;
And gathering swallows twitter in the skies.

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