
Gli amori difficili sono l’opera più piccante di Calvino, che vuol mettere a nudo pensieri e ossessioni di uomini e donne nella difficile interrelazione fra loro.
La pruriginosa storia di Isotta Barbarino ne è un esempio esplicativo: tormentato dagli ardori suscitati dai primi bikini, l’autore immagina che la giovane e avvenente protagonista, durante il bagno a mare, abbia perso il suo slip.
Un altro narratore ci avrebbe imbastito una trama di ammiccamenti e doppi sensi con un “lieto fine” assolutamente maschilista; Calvino lascia sola, a bagno, persa nei suoi pensieri e nei suoi imbarazzi, la gentildonna in costume adamitico per tutto il racconto.
La solitudine della donna incombe in tutta la sua spiacevolezza: con il marito appena rientrato in città e nessuna amicizia occasionale a soccorrerla, Isotta deve contare sull’aiuto di sconosciuti.
Ma a chi rivolgersi? A quale di quegli uomini che sbirciano e si sbracciano, ritenendo una donna sola la preda ideale per il proprio machismo? “Al suo bisogno di confidenza rispondeva quest’ergersi di siepi di malizia e sottinteso, un roveto di pupille pungenti, d’incisivi scoperti in risi ambigui, di repentine soste interrogative dei remi a fior d’acqua; ed a lei non restava che fuggire”, racconta Calvino.
A quale di quelle donne altere che controllano occhiute il proprio uomo o cercano di distrarre quello altrui, gelose paladine della morale le une, impudiche ninfette egoiste le altre?
”La signora Isotta si accorse allora di come la donna sia sola, di come tra le sue simili sia rara (spezzata forse dal patto stretto con l’uomo) la bontà solidale e spontanea, che previene gli appelli e che le affianca ad un cenno d’intesa nei momenti della disgrazia segreta che l’uomo non comprende”
Il tempo passa, il freddo si fa sentire ed Isotta non riesce a risolvere la propria situazione.
Mentre nuota oziosamente per riscaldarsi, avendo premura di tenere il bacino il più possibile coperto dalle onde, si trova a pensare alla propria nudità, percepita anche fra le mura domestiche come una stranezza, fonte di complicità con il consorte e di libertà per lei, non come colpa di cui scusarsi con il popolo ostile degli ombrelloni.
Verrà a salvarla una barca di subacquei, padre e figlio bambino, che, accortisi della situazione, erano accorsi a terra a prender per lei una sottoveste, indossata la quale Isotta può tornare nel mondo quieto e sereno di una calma esistenza borghese.
Letteratura Italiana
Pubblicato
in: Calvino
L'avventura di una bagnante
Isotta Barbarino perde in acqua il suo slip. E non è pornografia.Peeplo Engine
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