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Dante in videogame

La EA sta preparando un videogioco ambientato all'Inferno

La Electronic Arts non è nuova a certe sortite: prendere un’opera capitale, un patrimonio dell’umanità e distorcerli a fini ludici per i suoi videogiochi. La “vittima” è, stavolta, Dante Alighieri che, con tanto di toga e corona di lauro, si avventurerà nei nove gironi infernali per salvare l’anima della moglie Beatrice (sic!).

Indiscrezioni suggeriscono che il Sommo Poeta, con un falcetto rubato alla morte e i poteri magici di rito, avrà la possibilità di assolvere o dannare per sempre le anime, spesso ostili, che gli si pareranno davanti. Questo tocco di ingegno è parso più avvincente della “Divina commedia” originale al consiglio di amministrazione dell’Universal, che ne ha acquistato i diritti per un film.

Ora, non sono pregiudizialmente contraria ai videogame, che potenziano i riflessi e stimolano la curiosità (se presi a piccole dosi), ma certe scelte curiose mi lasciano perplessa: perché, con buona pace di Gemma Donati, Dante dovrebbe essere unito in matrimonio con Beatrice? Calerebbe il pathos, rallenterebbe l’adrenalina se si lasciasse spazio alla verità (non quella, ora acclamata secondo cui Beatrice è un prototipo di perfezione e non una donna in carne ed ossa, ma quella, divulgata dal poeta sin dalla Vita nova, per cui la donna è amata, ma non posseduta dal poeta)? A me sembra che la “Divina commedia” sia talmente magica e suggestiva, talmente eccessiva, a volte, che ogni ulteriore forzatura non possa che scivolare nel kitsch. Evidentemente, è proprio ciò a cui tendono quelli della EA.

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