L'avventura di una moglie

Calvino spiega il senso della trasgressione ( da “Gli amori difficili”)


In Gli amori difficili Italo Calvino vuole sviscerare il senso delle relazioni interpersonali. La confusione della donna, tesa tra morale e tentazione, titilla la fantasia dell’intellettuale, che però non coglie a pieno, secondo me, l’essenza della trasgressione femminile. Il contesto, quello di un’Italia ancora sessualmente coatta, fece, forse, apparire trasgressivo quanto oggi viene considerato quotidiano.
La storia è questa: il marito di Stefania R. (geniale questo puntare il cognome come per celare l’identità di un personaggio comunque inventato!) è in trasferta.
L’occasione è ghiotta per la giovane signora, da troppo tempo costretta a rivestire i panni della rispettabilità borghese. Un pomeriggio con gli amici, una sera diversa, un dopocena che si prolunga fino alle sei del mattino con un uomo di cui è un po’ innamorata: Fornero.
L’alba la trova sveglia, fuori dal portone, confusa e irrequieta: ha respinto blandamente le lusinghe del Fornero, ma si è intrattenuta con lui fino a tardi: “Provò una stretta di sgomento, e il desiderio di essere nel suo letto, addormentata da molte ore, nel sonno profondo di tutte le mattine, il desiderio della vicinanza del marito, anche, della sua protezione. Ma fu questione di un attimo, forse nemmeno: forse s’era soltanto aspettata di provare quello sgomento e in realtà non l’aveva provato”.
Fatto sta che Stefania non ha le chiavi del portone d’ingresso e deve aspettare, sola, in strada, che la portinaia si svegli e che le attività mattutine rendano meno sospetto il suo rientro a casa.
Per ingannare l’attesa, entra in un bar, già pullulante dei primi avventori: “A quest’ora gli svegli si dividono in due categorie: gli ancora e i già”.
Ecco un primo cliente, un tiratardi ozioso ma innocuo: “aveva una faccia un po’ patetica e un po’ banale, di quegli uomini che a furia di indulgenza verso sé e verso il mondo sono giunti senz’esser vecchi ad uno stato fra la saggezza e l’imbecillità”.
Subito dopo, arriva un cacciatore: “dietro quell’ansia di giustificarsi, quel giovane celava un orgoglio tagliente, un astio contro la città addormentata lì intorno, la caparbietà di sentirsi diverso”.
Ecco infine un operaio. “Stefania era sola, lì in mezzo a quegli uomini, a quegli uomini diversi, e discorreva con loro. Era tranquilla, sicura di sé, non c’era niente che la turbasse….Era stato questo il suo adulterio, questo stare sola in mezzo a loro, così, alla pari. Di Fornero non si ricordava neanche più. Il portone era aperto. Stefania R. rincasò in fretta in fretta. La portinaia non la vide

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