La letteratura italiana stava muovendo i primi passi, quando, fra il 1281 e il 1300, un anonimo compositore (Brunetto Latini? Dino Compagni? Dante da Maiano? Sono solo ipotesi suggerite senza troppa convinzione dai critici) mise insieme cento novelle, caratterizzate tutte da un’estrema brevità e dalla ricerca del motto arguto e dell’esempio edificante.
L’autore, una sorta di Plutarco del tredicesimo secolo, isola aneddoti ed episodi tratti dalla contemporaneità o dai testi della tradizione romanza e li propone (o meglio li propina) senza troppa cura dell’apparato filologico e senza attenzione alla verisimiglianza storica e cronologica.
La presenza appunto di qualche svarione sconcertante (Socrate, ad esempio, sarebbe per lui un “filosofo romano”) farebbe propendere per la collocazione dell’autore nel mondo mercantile, in rapida diffusione con i suoi valori di concretezza e pragmaticità, ma ancora digiuno del patrimonio classico la cui lettura aveva contribuito alla formazione della classe aristocratica.
L’analisi stilistica, che pur rileva una incisiva presenza di paratassi e un uso scarno del lessico, meno ridondante di epiteti e aggettivazione rispetto alla produzione coeva, parrebbe far orbitare in ambito fiorentino l’anonimo autore, sebbene Guido Favati abbia sottolineato come i fiorentinismi potrebbero essere correzione di un compilatore più tardo che avrebbe raccolto le novelle narrate da un uomo del Nord, probabilmente della Marca Trevigiana, almeno a giudicare da qualche idiotismo del luogo.
In una sorta di “Novella 3000” del tempo (anche il nome non era ancora sinonimo di narrazione, ma indicava piuttosto lo scoop, la novità), l’autore racconta anche gesta minime di alcuni concittadini di cui Dante aveva, con ben altri esiti letterari, narrato le gesta. La fortuna della silloge è legata quindi all’esegesi della Divina Commedia e non è un caso che Boccaccio, estimatore e commentatore di Dante, abbia mutuato l’idea del suo Decameron anche dalle storie sparse di questo anonimo precursore.
Letteratura Italiana
Pubblicato
in: Duecento
Il Novellino
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15 Jan 2010 - 11:26 - #1si dice pragmatismo