Le polemiche sul Premio Strega accompagnano da tempo gli ultimi scampoli di primavera. Presunti complotti, accuse di connivenza, indignazione per i titoli scelti o per quelli trascurati movimentano il mondo della cultura.
Quest’anno il gruppo Mondadori non parteciperà, per protestare contro una campagna diffamatoria che, a fronte dell’effettivo monopolio esercitato dalla casa editrice sul premio negli ultimi anni, ha indicato “Orizzonte mobile” di Daniele Del Giudice come vincitore annunciato.
I dodici finalisti sono:
“In terra consacrata” (Piemme) di Ugo Barbara,
“Come ho perso la guerra” (Fandango Libri) di Filippo Bologna,
“I nostri occhi sporchi di terra” (Baldini Castoldi Dalai) di Dario Buzzolan,
“La vedova, il Santo e il segreto del Pacchero estremo” (Marsilio) di Gaetano Cappelli,
“I frutti dimenticati” (Marcos y Marcos) di Cristiano Cavina,
“Cecilia” (Edizioni e/o) di Linda Ferri,
“L’istinto del lupo” (Newton Compton) di Massimo Lugli,
“Stabat Mater” (Einaudi) di Tiziano Scarpa,
“Il bambino che sognava la fine del mondo” (Bompiani) di Antonio Scurati,
“Il tempo materiale” (minimum fax) di Giorgio Vasta,
“L’ultima estate” (Fazi) di Cesarina Vighy,
“Almeno il cappello” (Garzanti) di Andrea Vitali
La cinquina dei finalisti sarà annunciata l’11 giugno a Roma.

Benedetta Colella








