
L’ammiccante copertina di TEA, che raffigura una donna in sottoveste dall’espressione meditabonda, invoglia all’acquisto di “Prima di questo letto”, salutato come un capolavoro dell’erotismo al femminile.
Si incomincia senza difese: troppo estreme le avventure della protagonista per trovare un parallelo nella nostra vita quotidiana. Le ripetute storie di adescamento, alla ricerca di un piacere del corpo non mediato dal cuore, sono raccontate in termini crudi, ma non senza un tocco poetico nell’affermazione della libertà e della felicità dell’io narrante.
La separazione da un marito fedifrago e reazionario, che l’aveva condizionata con i suoi schematismi “moglie da amare- amante da godere”, è il punto di partenza per il libertinaggio della protagonista.
Ben presto, però, il tripudio dei sensi viene tiranneggiato dall’irrompere di un sentimento di amore: un amante, uno dei tanti presi in prestito dalla strada, uno prescelto con la massima casualità a far compagnia in un letto troppo ampio, fa breccia nel cuore sovreccitato della protagonista e in lei dilaga l’amore.
Un amore che si fa più violento quanto più è negato, che parte dai brividi del corpo e coinvolge ogni fibra del cervello. Un amore tutto femminile di fronte al quale all’uomo non resta che arretrare impaurito. Un amore rivendicato come forma suprema di vita.
Scrive la Piloni: “
La A di Amore è una lettera con fianco di ascesa rapido e con supremo culmine. Al picco dell’unico vertice segue precipitosa la discesa e si ritorna a terra. Strada di andata e ritorno sono congiunte al mezzo da una breve scorciatoia che ti risparmia strepiti e dolore ma ti priva della vetta. Se ti siedi sopra ti pungi il sedere, se solo ti appoggi resti obliquo. Dunque non è un piedistallo né un luogo di ristoro per indecisi, può darsi sia soltanto una toccata e fuga dal paradiso
”

Benedetta Colella








