Come stai?

La risposta di alcuni autori italiani secondo Umberto Eco

Certe volte, in una frase è racchiuso un mondo. L’essenza di una vita, la peculiarità biografica di ognuno sovraccarica frasi neutre di significati ambigui, percepiti solo da chi conosce l’allusione.
Umberto Eco si divertì con un gruppo di amici a risemantizzare normali formule di vita quotidiana attribuendole ad autori dalla poetica complessa. Il risultato è leggibile in “il secondo diario minimo” (pp.288/290).
Il contrasto fra la leggerezza dell’affermazione e le note tematiche sottese suscita un sorriso tutto intellettuale.
Ecco come risponderebbero alcuni giganti della letteratura italiana alla domanda routinaria: “Come stai?”

Dante” Sono al settimo cielo”
Alberti “Le prospettive sono buone”
Lorenzo De’Medici “Magnificamente”
Leopardi “Sfotte?”
Foscolo “Dopo morto, meglio”
Manzoni “Grazie a Dio, bene”
Nievo. “Le dirò, da piccolo…”
Croce “Non possiamo non dirci in buone condizioni di spirito”
Pirandello: “Secondo chi?”
D’Annunzio: “Va che è un piacere”

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