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Caetano Veloso racconta la sua "Verità tropicale"

uno degli inventori del Tropicalismo narra la sua vita fra musica e rivoluzione

Caetano Veloso racconta la bossa nova, il Tropicalismo, l’amicizia con Gilberto Gil, l’esilio londinese, il suo complesso apprendistato artistico. Caetano parte da se stesso, dall’infanzia e dall’adolescenza in una piccola città all’interno di Bahia, raccontando della sua famiglia, della sua educazione sentimentale, del suo lungo viaggio da Santo Amaro a Salvador, da lì a Rio de Janeiro e a São Paulo, dal Brasile a Londra.
Autobiografia e storia del Brasile dagli anni sessanta a oggi, il libro di Veloso, pubblicato in Italia da Feltrinelli, si muove su un doppio binario e ci racconta dell’autore (come uomo, come artista) e di uno dei momenti più significativi della storia culturale del suo paese che coincide con il movimento chiamato Tropicalismo, movimento rivoluzionario e libertario che, sotto la dittatura militare, ha sconvolto e diviso la musica popolare brasiliana, qualche anno dopo l’arrivo della bossa nova.
Verità tropicale

L’arte di Veloso si alimenta di cinema, letteratura, filosofia, pittura; attraversa le più diverse forme espressive: il rock’n’roll, le arti plastiche, il cinema (Novo), la poesia (Concreta), la filosofia, l’estetica, i modernisti brasiliani con, al centro, Oswald de Andrade e la sua antropofagia; la televisione, la politica, la bossa nova e il suo grande maestro: João Gilberto.
Al di là della cronologia ricostruttiva, il libro è un gran bazar di memoria, di fatti, di nomi, di personaggi che entrano in campo, spariscono, ritornano.