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Mario Benedetti

un artista dalle mille sfaccettature, che racconta le gioie e le miserie della vita quotidiana.

Mario Benedetti è nato a Paso de los Toros, in Uruguay, nel 1920. E’ considerato uno dei massimi poeti e narratori viventi.
Educato en un collegio tedesco, cominciò a guadagnarsi la vita come commerciante, contabile, impiegato pubblico, giornalista e.traduttore.
L’ambiente impiegatizio, nel suo grigiore, lungi dal scoraggiarlo,gli fornì argomento di poesia (Poemas de la oficina, 1956).
Dal 1945 al 1975 collaborò al settimanale “Marcha” di cui fu anche direttore, la rivista più influente della vita politica e culturale dell’Uruguay e uno dei più importanti dell’America Latina, poi chuso dalla dittatura militare.
Ha scritto racconti, romanzi, poesie, drammi, saggi, testi di critica letteraria, copioni cinematografici, testi di canzoni.
Con il romanzo La Tregua (1960), Benedetti acquisì notorietà internazionale: il libro ebbe più di cento edizioni, è stato tradotto in diciannove lingue e adattata per il teatro, la radio, la televisione e il cinema.
Da allora, lo scrittore uruguagio ha pubblicato più 40 libri, tradotti in 18 lingue. E’ stato direttore del Centro di Ricerche Letterarie della “Casa de las Américas”, all’Avana, e del Dipartimento di Letteratura Latinoamericana, dell’Università di Montevideo. Dopo il golpe militare del 1973, rinunció all’incarico all’Università e fu costretto all’esilio, durato 12 anni, prima in Argentina e poi in Perù, a Cuba e in Spagna.
Nella sua vasta produzione spiccano le sue raccolte poetiche Inventario e Inventario Dos, i canti La muerte y otras sorpresas (1968), Con y sin nostalgia (1977) e Geografías (1984), le novelle Gracias por el fuego (1965) e Primavera con una esquina rota. Il suo ultimo libro è ‘Memoria y esperanza. Un mensaje a los jóvenes’ (Ed. Destino).
A 84 anni, compiuti lo scorso 14 settembre, Benedetti rivolge un messaggio chiaro ai giovani perchè non si abbandonino al consumismo, al conformismo e al capitalismo dell’”american way of death” che vuole impossessarsi globalmente, di tutto il pianeta.