Questo sito contribuisce alla audience di

Te lo do io l'amore !

"C'era una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo", del colombiano Efraim Medina Reyes

Nel 1996 uscì in Sudamerica, e precisamente partendo da un Mac Donald di Santiago del Cile, un’antologia di racconti intitolata provocatoriamente McOndo e composta di testi di autori fra i 18 e i 35 anni.
Il titolo era uno sberleffo al famoso villaggio di Macondo, inventato da Gabriel Garcìa Marquez in Cent’anni di solitudine. I “ribelli”, capeggiati dai due cileni Alberto Fuguet e Sergio Gomez, la volevano fare finita con un certo tropicalismo, fatto di magìa, sensualità, spirito rivoluzionario, tipico della narrativa dei maestri della generazione passata.
Il mondo che avevano in mente loro, era invece la vita di un cittadino giovane nella città metropolitana, fosse Santiago o Bogotà o New York; una vita fatta di hamburger, hot-dog, sesso, preservativi, ricerca di un lavoro e dell’amore. Una generazione di uomini spavaldi col telefono, ma timidi di persona.
Il talento più evidente di questa nuova schiera di narratori e senz’altro quello di Efraim Medina Reyes.  Il suo C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo è diventato subito oggetto di culto, non solo in Colombia.
Il protagonista è una specie di giovane Bukowsky colombiano, perennemente sospeso fra cinismo e tenerezza, che vaga per la metropoli cercando di dimenticare una donna, immergendosi in storie di amicizia e sesso, cercando di dare un senso alla giornata,ma senza troppa convinzione: non fa programmi a lunga scadenza. Come dice il protagonista Rep (da Reptil), “Non ho sentimenti o ideali profondi. Voglio solo lavarmi i denti e sperare che non mi caschino”.

Il libro di Medina Reyes riesce a non essere troppo deprimente per un semplice motivo: è scritto molto bene. La generazione precedente era forse di un altro spessore sia sul piano esistenziale che su quello narrativo (”eran otros hombres”, come dice un vecchio tango), ma credo o temo, non so bene, che questi nuovi autori siano il futuro, per il fatto che il futuro è già qui - ed è quello che descrivono loro.