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Le ricette di Jorge e Paloma Amado

"La cucina di Bahia", ovvero Il libro di cucina di Pedro Archanjo e le merende di Dona Flor

Jorge Amado è stato spesso definito uno scrittore di “sexo e comida”, di sesso e cibo. Non che la cosa gli desse fastidio: i suoi personaggi preferiti sono vagabondi e puttane e l’idea di fare una letteratura per i letterati non l’ha mai interessato; è stato felice anche quando i suoi romanzi sono stati tradotti in telenovelas, perché cos’ avrebbe potuto raggiungere un pubblico più vasto e semplice.
Amado era soprattutto un uomo goloso: della vita, delle donne e non ultimo, della buona cucina del suo Paese, specchio della sua gente:

L’oro dell’olio di palma, la dolcezza della jaca, affetto e violenza; il piccante del peperoncino, la sensualità delle donne bahiane con el vesti di pizzo bianco sulla pelle color cannella, belle figlie di Oxum che vendono acarajés: è tutto un universo di fascino, colore, profumo e sapore.

è scritto nelle prime righe di questo libro di ricette, redatto in collaborazione con la figlia Paloma. Il Brasile è un paese di crocevia, di contaminazioni, di immigrati, ed ecco svelati i piatti, nella loro origine africana, indigena, araba, lusitana.
Si comincia con gli stuzzichini, per poi arrivare ai grandi piatti che servono da primo e secondo, maestosi d’aspetto e di sostanza per finire con i tortini e le “moquecas” di gamberoni.
Cinque sottosezioni sono dedicate alle merende di Dona Flor.

Ciascuna ricetta è preceduta da un brano tratto da un libro dello scrittore nel quale quel particolare piatto è nominato o semplicemente gustato , con particolare attenzione a quelle dei due personaggi che danno il nome alle grandi sezioni in cui il libro è strutturato: Pedro Archanjo, il picaresco protagonista della “Bottega dei Miracoli” e Dona Flor, quella dei due mariti, ma non mancano Gabriela, Teresa e tutte le altre.

Un libro che fa venire l’acquolina in bocca…