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Stampa alternativa: "Canto Latino"

forse il volume più completo e aggiornato disponibile oggi in Italia sulla musica popolare bresiliana...

Da Stampa Alternativa:

«Certamente si può vivere senza un’esperienza del genere», dichiarò Orson Welles nel 1942 dopo aver filmato per giorni il Carnevale di Rio, «ma io sconsiglierei di perderla». I brasiliani dicono che il loro paese è nato cantando e che Dio è brasiliano. Hanno una visione molto speciale della musica, assieme al calcio il loro miglior biglietto da visita.
Nel canto popolare del Brasile, ritenuto proverbialmente un trionfo di fantasia e di allegria, è riassunta l’intera storia del paese.
Quasi tutti i musicisti brasiliani hanno incrociato ed assimilato movimenti culturali, lotta politica, letteratura e cinema.

A partire dagli anni Sessanta, sulla copertina di tutti gli LP prodotti, veniva stampato lo slogan disco è cultura, tanta era l’importanza di quelle canzoni in un paese ancora afflitto dall’analfabetismo e nel quale l’informazione era rigidamente controllata dalla censura. Canto Latino racconta l’epopea del suono brasiliano, esponendone la ricchezza, il fascino, ma anche la complessità.

Pixinguinha, Carmen Miranda, João Gilberto, Antonio Carlos Jobim; ed ancora Elis Regina, Caetano Veloso, Milton Nascimento, Chico Buarque fino ad arrivare a Cássia Eller, Ed Motta, Lenine e i Tribalistas, in un’opera monumentale che non ha termini di confronto nell’editoria europea. Centinaia di profili, dettagli storici e stilistici amalgamati in una guida utile all’ascolto, appassionante come un romanzo d’avventura.

Non mancano i riferimenti al rapporto con la musica leggera italiana, con uno spazio per Ornella Vanoni, riferimenti a Jovanotti, Pino Daniele, Riondino e una menzione particolare per Ungaretti, le cui poesie furono tradotte e musicate in Brasile.

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