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Paulo Coelho - genio o spazzatura ?

lo scrittore brasiliano è comunque uno dei più venduti e conosciuti al mondo

Paulo Coelho nasce a Rio de Janeiro, Brasile, nel 24 agosto 1947, in una famiglia di classe media, figlio di Pedro e Lygia. Da bambino quando studiava alla scuola Gesuita Santo Ignacio, Paulo scoprì la sua vera vocazione: diventare uno scrittore. Vinse il suo primo premio in un concorso scolastico di poesia.

Prima di dedicarsi alla letteratura, ha vissuto varie esperienze. All’età di diciassette anni fu ricoverato due volte in un ospedale psichiatrico, per via al suo comportamento familiare non convenzionale. Il padre imputo questo suo comportamento ad una sorta di squilibrio mentale.

Paulo entrò in contatto con un gruppo di teatro e cominciò a lavorare come giornalista. Il teatro rappresentava, però, un’attivitá immorale per la borghesia dell’epoca. I genitori, terrorizzati, lo portarono in ospedale per la terza volta, dove venne sottoposto a diversi cicli d’elettroshock. Trent’anni dopo queste esperienze , Paulo Coelho scrisse “Veronika decide di morire”.

Negli anni sessanta, Coelho portava i capelli lunghi, per un periodo fece uso di droghe, deciso a vivere attivamente l’esperienza Hippie.

La sua passione per la letteratura lo portò a fondare la rivista 2001, di cui uscirono solamente due numeri.

Nel 1971, Paulo Coelho conobbe Raul Seixas (cantante e compositore) e divennero grandi amici. Raul invitò l’altro a scrivere i testi delle sue canzoni. Il primo album uscì nel 1973 con il titolo “Khig-Há-Bangalo”. Il secondo album, uscito nel 1974, fu un successo, con più di 600.000 copie vendute.

In questo periodo i due cominciarono a pubblicare il libro “Il manifesto de Khig-há”, in nome della libertà. La dittatura militare attivissima in quel periodo, li reputò sovversivi, e furono arrestati e imprigionati. Raul uscì presto, mentre Paulo rimase in cella più a lungo perchè era considerato “il capo” di quella operazione editoriale.
Due giorni dopo la sua scarcerazione, Paulo fu fermato mentre camminava per strada e portato a un centro militare di tortura dove fu trattenuto per vari giorni.

Questa vicenda lo segnò profondamente, e più tardi raccontò questa esperienza vissuta nel libro “As Valkírias”.

Nel 1986 Paulo Coelho percorse il cammino di Santiago, un antico pellegrinaggio spagnolo. Descriverà quest’esperienza in “The Pilgrimage” pubblicato nel 1987. L’anno seguente, con il suo secondo libro, “L’Alchimista”, Coelho diventa uno tra gli autori contemporanei più letti, un autentico fenomeno editoriale, bestseller numero 1 in 29 paesi.

Negli anni sucessivi sono stati pubblicati : Brida (1990), As Valkírias (1992), Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto (1994), Maktub (1994), Monte Cinque (1996), Manuale del guerriero della luce (1997), Veronika decide di morire (1998), Il diavolo e la Signorina Prym (2000), Histórias para pais, filhos e netos (2001), Undici minuti (2003).

Paulo Coelho è consigliere speciale al programma dell’UNESCO “Spiritual convergences and Intercultural dialogues”, e autore di una rubrica domenicale su “O Globo”, uno tra i quotidiani a maggior tiratura in Brasile. Questa rubrica si basa su storie che giungono da tutto il mondo e da culture diverse ed esprime i tratti fondamentali della filosofia di Coelho. È pubblicata anche in Messico, Argentina, Cile, Bolivia e Polonia.

Le sue opere, pubblicate in più di 100 Paesi e tradotte in 40 lingue, hanno venduto oltre 23.000.000 di copie, vincendo prestigiosi riconoscimenti in diverse nazioni. La critica ne ha specialmente apprezzato lo stile poetico, realistico e filosofico, “il linguaggio simbolico che non parla alle nostre menti, ma ai nostri cuori”. La sua notorietà in America latina è paragonabile a quella di Gabriel García Márquez.

 

Commenti dei lettori

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  • vi

    16 Oct 2008 - 10:12 - #1
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    Up Down

    Il fenomeno Paulo Coelho sta prendendo piede specialmente negli ultimi anni, e credo che questo non sia dovuto ad una fortunata casualità. In un mondo che attraversa continue crisi economiche, in un mondo dove le persone vanno incontro ogni giorno a fallimenti professionali e sentimentali, in questo mondo che ci propone film apocalittici (giusto per sollevare il nostro morale), è rassicurante pensare che esiste ancora qualcuno capace di scrivere o parlare della speranza.Credo che sia questo il grande dono di Paulo Coelho, quello cioè di infondere una sorta di spirito combattivo a chi legge i suoi scritti,nelle righe dei libri che scrive c’ è tutta l’ amarezza di una contemporaneità ormai sull’ orlo del baratro, eppure il messaggio ultimo è sempre lo stesso: vivere in fondo e pienamente qualunque tipo di esistenza, anche la più inaspettata, perchè non c’ è nessun dolore che possa eguagliare il valore di una vita. Personalmente, quando ho attraversato periodi poco felici della mia vita, mi sono sempre ritrovata con un suo libro tra le mani, e certo, il dolore non scompare da un giorno all’ altro grazie ad una lettura, ma più volte mi ha aiutato a trovare quella motivazione che credevo persa o inesistente. Quindi ben vengano scrittori di questo genere, che tolgono l’ amaro in bocca, insegnandoci a guardare oltre.