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Un samba per Sherlock Holmes

da Progetto Babele, la recensione di Marco R. Capelli del bel libro di Jo Soares

Se, come me, siete legati da una ammirazione quasi incondizionata per il buon vecchio Sherlock Holmes, il primo impatto con questo ottimo romanzo di Jo Soares può essere un po’ irritante.
Il quarantenne detective di Baker Street che sbarca a Rio De janeiro, invitato dall’imperatore Pedro II per ritrovare un prezioso stradivari misteriosamente svanito, non assomiglia troppo a quello descritto dal suo creatore, Sir Arthur Conan Doyle.
Coltissimo, ma più fortunato che abile, vanitoso ed un po’ imbranato, l’Holmes di Soares al principio sorprende e stupisce, ma, proseguendo nella lettura, non si può evitare di essere catturati dalla magia di questa Rio de Janeiro di fine Ottocento, magicamente restituita alla vita dalla penna sapiente ed ironica dell’autore. Dai suoi personaggi colorati, dallo charme un po’ maturo di una bizzosa Sarah Bernard, dall’atmosfera scanzonata che aleggia al Retaggio di Afrodite, libreria e luogo di ritrovo degli intellettuali e dei nullafacenti di Rio (dal Marchese de Salles al libraio Miguel), dall’aria bonaria e solo apparentemente stupida del sovrintendente Mello Pimenta.

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