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Isabel Allende: la più famosa scrittrice sudamericana

dagli esordi nel giornalismo alla consacrazione con "La casa degli spiriti", agli ultimi lavori.

Isabel Allende sabel Allende nasce l’8 Agosto del 1942. La famiglia si trova in questo periodo a Lima, in Perù, per motivi di lavoro. La madre, Francisca Llona Barros, divorzia dal padre, Tomás Allende, quando la scrittrice ha solo tre anni: Isabel non conoscerà mai suo padre, che dopo la dissoluzione del matrimonio sparirà nel nulla.

Sola, con tre figli e senza alcuna esperienza lavorativa, la madre si trasferisce a Santiago del Cile, ospitata nella casa del nonno (rievocata poi ne “La casa degli spiriti” in quella di Esteban Trueba). Grazie all’aiuto dello zio Salvador Allende e grazie alla sua influenza, non mancheranno a lei e ai suoi fratelli borse di studio, vestiti e svaghi. All’età di 15 anni, desiderosa di indipendenza, ritorna a Santiago ed a 17 anni inizia a lavorare come segretaria presso il “Dipartimento dell’informazione”, un ufficio della FAO.

Nel 1962 si sposa con Miguel Frias dal quale avrà due figli, Paula e Nicolas. Tra il ‘64 e il ‘65 viaggia in Europa, vivendo a Bruxelles e in Svizzera e nel ‘ 66 fa ritorno in Cile. Nel 1967 le viene offerta la possibilità di lavorare per una rivista, “Paula”, fondata da Delia Vergara per divulgare le proprie idee femministe. In tale ambito, Isabel diviene responsabile di una rubrica umoristica intitolata “Gli Impertinenti” e comincia ad avere molta popolarità.

Tra il ‘73 e il ‘74 collabora alla rivista per bambini “Mampato” di Santiago e, successivamente, lavora anche in ambito televisivo e teatrale. Il 1973 è un anno fatale per il Cile: a seguito del golpe militare guidato dal generale Augusto Pinochet, l’allora attuale Presidente cileno, Salvador Allende, zio di Isabel, viene assassinato e comincia un lungo e terribile periodo di repressione. a scrittrice s’impegna a favore dei perseguitati dal regime trovando loro asilo politico, nascondigli sicuri e facendo filtrare notizie del paese.

 Il regime dittatoriale le permette di collaborare ancora con le televisioni nazionali, ma ben presto decide di abbandonare il lavoro, perché si rende conto che il governo militare la sta usando. Decide allora di emigrare e, seguita in breve dal marito e dai figli, si ferma per tredici anni in Venezuela, dove scrive su vari quotidiani. Nel 1975 Isabel si trasferisce in Venezuela. Nel 1981 suo nonno Tata si ammala gravemente: Isabel inizia una lettera di commiato che si trasformerà nel libro “La casa degli spiriti”.

Nasce così il primo romanzo, rifiutato da tutte le case editrici latino-americane per il fatto di essere firmato da un nome non soltanto sconosciuto, ma addirittura femminile. Nell’autunno del 1982 “la casa degli spiriti”, una cronaca familiare sullo sfondo del mutamento politico ed economico nell’America latina, viene pubblicato a Barcellona da Plaza y Janés. Il successo divampa inizialmente in Europa e da lì passa negli Stati Uniti: le numerose traduzioni in varie lingue fanno conoscere la scrittrice in moltissime parti del mondo.

Da quel momento in poi, inanellerà un successo dopo l’altro, a partire da “D’amore e ombra” fino a Paula, passando per “Eva Luna”. A 45 anni Isabel Allende divorzia dal marito e nel 1988 si sposa in seconde nozze con William Gordon che conosce durante un viaggio a San José, negli Stati Uniti. La storia della vita del nuovo compagno della scrittrice ispira un nuovo romanzo che viene pubblicato nel 1991 col titolo “Il piano infinito”.

Nel 1992 accade il tragico evento: a soli 28 anni Paula, la figlia, è colpita da una malattia gravissima, la porfiria, ed entra in un coma da cui non c’è ritorno.La morte, avvenuta l’anno successivo, segnerà profondamente la vita della scrittrice.

Cinque anni di silenzio, di dolorosa sofferenza, e poi a sorpresa nelle pagine di “Afrodita”, un lungo divertissement erotico-gastronomico, esplode quel senso dell’umorismo che Isabel aveva svelato nelle sue rubriche giovanili.

Seguono altre opere: “La figlia della fortuna” (1999), “Ritratto in seppia” (2001), “Il Regno del Drago d’oro” (2003), “Il mio paese inventato” (2003)