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Vicente Huidobro (1893-1948)

il poeta cileno pioniere delle avanguardie.

Poeta cileno, Vicente Huidobro nasce nel 1893. Nella storia della letteratura ispanoamericana può essere considerato come il pioniere delle avanguardie. Nel 1911 pubblica il suo primo libro, Ecos del alma, di matrice modernista. Successivamente scopre i calligrammi di Apollinaire e pubblica Canciones en la noche e La gruta del silencio (1913). In una conferenza tenuta all’università di Santiago, dal titolo Non serviam, espone i postulati di quello che sembra essere un manifesto poetico, e che si basano sull’idea dell’autonomia dell’arte e sulla necessità del poeta di conoscere la tradizione e il suo tempo. Da qui, Huidobro inizia a formulare una teoria poetica utopica che nega l’imitazione della natura nell’opera artistica, e afferma la figura del poeta quale arte’fice di un mondo parallelo al mondo reale. Nel 1916 è a Buenos Aires, in quegli anni centro culturale del Sud America, e poi a Madrid, d’ove pubblica le raccolte poetiche Adàn e El espejo de agua.

Nel 1917, a Parigi, entra in contatto con Apollinaire e con il gruppo di pittori francesi e spagnoli grazie al quale si sviluppa l’arte cubista, e prende parte a un’intensa attività culturale caratterizzata dall’interazione fra poesia e arti visive. Con il poeta Pierre Reverdy fonda la rivista «Nord-Sud». In questo periodo esce Horizon Carré (1917), opera che raccoglie una serie di componimenti in francese che riprendono i tratti stilistici e formali del Cubismo, attraverso uno stravolgimento della sintassi e l’annullamento delle gerarchle grammaticali, mirando ad attuare il principio di simultaneità e a creare un impatto visivo e: auditivo dell’immagine poetica, senza che ciò implichi un deterioramento della potenza verbale del verso. La scelta del francese è funzionale alla ricerca espressiva del poeta, che si sente in tal modo maggiormente svincolato dai condizionamenti retorici che invece limitano le possibilità creative nella lingua madre.

 

A Madrid Huidobro mantiene un rapporto epistolare con Tristan Tzara, fondatore del movimento dadaista, e pubblica le opere in versi Poemas àrticos, Ecuatorial, Tour Eiffel, Hallali (1918). Gradualmente la scrittura del poeta torna a forme più convenzionali, ma ricorre a insoliti accostamenti di immagini, vicini allo stile surrealista, che emergono dalla realtà psichica del poeta. Negli anni Venti fonda con Juan Larrea e Gerardo Diego il movimento «creazionista». Nuovamente a Parigi, nel 1926, crea con Larrea e Cèsar Vallejo la rivista «Favorables ParisPoemas». La sua maggiore opera, Altazor o el viaje en paracaidas (1931), segna un punto di rottura rispetto alle teorie creazioniste. A prescindere dalla sua estrema frammentarietà, il filo conduttore coincide con un viaggio in caduta che trascina il discorso lirico dall’ordine al caos, verso la decomposizione del linguaggio, divenendo, per il soggetto lirico, un percorso di conoscenza. Nel 1936 Huidobro combatte a fianco dei Repubblicani in Spagna, mentre nel ‘41 svolge la funzione di corrispondente di guerra, entrambe esperienze che contribuiscono al superamento della prima poetica. Dopo la guerra rientra in Cile, dove muore nel 1948.

(da: Poesia straniera spagnola e ispanoamericana - la Biblioteca di Repubblica - scheda a cura di Giorgia del Vecchio)