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Coelho, un abile operazione di marketing ?

l'opinione di Massimo Introvigne, Direttore del Cesnur (Centro Studi sulle Nuove Religioni).

Il libro di Paulo Coelho, “L’alchimista”, ha avuto molti estimatori. Fra loro non c’è però Massimo Introvigne, Direttore del CESNUR, Centro Studi sulle Nuove Religioni, che in una recensione pubblicata sul sito del Centro, lo distrugge, lo fa a pezzi. Introvigne riconduce il fenomeno Coelho al più vasto mondo della New Age, dei cui luoghi comuni sarebbe infarcito il libro: “La Terra come essere vivente, le coincidenze che ci guidano, il panteismo dell’Anima del Mondo, la Leggenda Personale come unica etica (e il peccato e la morale come grandi assenti): tutti temi letti e riletti in centinaia di testi neo-esoterici, romanzi e no, che la voga del New Age ha portato a invadere le librerie di tutto il mondo.“, dice lo scienziato.

Secondo Introvigne, il successo del libro dimostra come la macchina propagandistica internazionale sia ancora in grado di trasformare in best seller una trita banalità, specie in quei paesi, come l’Italia e il Brasile, dove questa moda americana è arrivata in ritardo.

Allo studioso, Coelho proprio non va giù, “Non si può fare a meno di chiudere L’Alchimista con un senso di fastidio.” e invita, in maniera neppure troppo velata, a boicottarne la vendita.

L’articolo è del 1995 e nel frattempo il fenomeno dello scrittore brasiliano non solo non è tramontato, ma se possibile è cresciuto. Merito di una spregiudicata campagna pubblicitaria o specchio della necessità di speranza e di risposte di milioni di esseri umani ?

Probabilmente entrambe le cose: è meglio diffidare di chi ha tutte le soluzioni e le spiegazioni a portata di mano.

Federico Guerrini