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Nicanor Parra, il dissacratore

Il poeta cileno creatore dell'"antipoesia".

Nicanor Parrà è nato a Chillan, in Cile, nel 1914, da una famiglia appassionata di musica e folclore; sua sorella è la famosa Violeta Parrà. Nel 1932 si trasferisce a Santiago. Esordisce nel 1937 con Cancionerò sin nombre, con un linguaggio colloquiale e prevalenza di temi popolari.
Parra si situa in una posizione antitetica rispetto alla consolidata tradizione poetica cilena, quella di Pablo Neruda, Vicente Huidobro e Gabriela Mistral. Con il termine antipoesia, da lui coniato, respinge ogni registro alto e situa la poesia nel quotidiano, inserendovi il lessico dei mass media, facendo uso dell’ironia e della parodia, e aprendo così una strada nuova, che si diffonde ampiamente nei decenni successivi, trovando seguaci come Ernesto Cardenal e Roque Dalton. Docente universitario di matematica e fisica, viaggia molto per lavoro, entrando in contatto con la poesia anglosassone, quella di Eliot, Pound, Whitman, da cui è grandemente influenzato.
Il suo secondo libro, Poemas y antipoemas, esce nel 1954.
Lo humor nero e il sarcasmo si inseriscono in composizioni spesso in versi liberi, ma anche in metri classici come l’endecasillabo o il settenario. La figura del poeta da lui ridicolizzata si contrappone cosi a quella di creatore semidivino che aveva assunto presso Neruda e Huidobro.
La cucca larga (1958), Versos de salón (1962), Conciona (1968), Otros poemas (1950-68) testimoniano ancora una volta la sua vena irriverente e il suo interesse per il folclore, e contribuis distanziarlo maggiormente dalla poesia ermetica e metaforica.
In Obra gruesa (1969), Parrà raccoglie la sua opera completa fino i momento, tralasciando Cancionerò sin nombre. Nelle sue opere più recenti (Nuevos Sermones, 1979; e Hojas de parrà 1985; Poemas para combatir la calvicie, 1993), affronta in particolare, con il suo caratteristico humor nero, il tema della religione e della morte.