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Machado de Assis

Il primo Presidente dell'Accademia Brasiliana delle Lettere, fra i maestri della narrativa brasiliana e non solo.

Joaquim Maria Machado de Assis, cronista, autore di racconti, drammaturgo, giornalista, poeta, romanziere, critico e saggista, nacque a Rio de Janeiro il 21 giugno 1839. Figlio di un operaio meticcio, Francisco José de Assis, e di D. Maria Leopoldina Machado de Assis, perse molto presto la madre e fu allevato dalla matrigna, Maria Ines, anch’ella mulatta, che iscrive il ragazzo alla scuola pubblica, l’unica che frequenterà Machado de Assis.
Di salute fragile, epilettico, si sa poco della sua infanzia e della prima gioventù. Cresciuto nel quartiere di Livramento, faceva il chierichetto nella chiesa di Lampadosa. Con la morte del padre, nel 1851, la matrigna si impiega come venditrice di dolci nel locale collegio e il figlio l’aiuta nel mestiere, venendo in contatto con professori e alunni. Pur senza frequentare corsi regolari, si impegnò molto a studiare da autodidatta.

A 16 anni, pubblica il suo primo lavoro letterario, il poema “Ela”, nella rivista “Marmota Fluminense”, di Francisco de Paula Brito.
A 17 anni trova lavoro come apprendista tipografo e scrive nel tempo libero.Nel 1858, ritorna all’editrice Paulo Brito come revisore e collaboratore di “Marmota” e lì entr a far parte della società letterario-umoristica “Petalogica”, fondato dallo stesso Paula Brito e comprendente un circolo di amici, fra cui: Joaquim Manoel de Macedo, Manoel Antônio de Almeida, José de Alencar e Gonçalves Dias.

Comincia a pubblicare opere romantiche e nel 1859 collabora con il “Corriere Mercantile”. Nel 1860 entra a far parte della redazione del “Diário do Rio de Janeiro”. Nel frattempo, scrive anche, come critico teatrale, per la rivista “O Espelho”, per la “Semana Ilustrada” e per il “Jornal das Famílias”

Il suo primo libro, dove appare come traduttore, è stampato nel 1861, col titolo “Queda que as mulheres têm para os tolos”. Nel 1862 comincia a collaborare con il giornale “O futuro”, sotto la direzione del fratello della sua futura sposa, Faustino Xavier de Novais. Pubblica il suo primo libro di poesie nel 1864, con il titolo “Crisálidas”.
Nel 1867, è nominato aiutante del direttore editoriale del “Diario Oficial”.
Nell’agosto del 1869, muore il suo amico Faustino Xavier de Novais, e, meno di tre mesi dopo, si sposa con Carolina Augusta Xavier de Novais.

Il suo matrimonio, felice, ma senza figli, durò 35 anni. Dona Carolina, donna colta, fa conoscere a Machado i classici portoghesi e vari autori anglosassoni. La morte della moglie, nel 1904, è una dura perdita per il marito, che dedica a Carolina l’omonimo sonetto in memoria. Il suo primo romanzo, Resurrezione, è del 1872. con al nomina a primo ufficiale della Segreteria di Stato del Ministero dell’Agricoltura, si sistema nella carriera burocratica, che sarà il suo principale mezzo di sussistenza per tutta la vita.

Sul “O Globo de então (1874)”, comincia a pubblicare a puntate, il romanzo “A mão e a luva”. Scrive cronache, racconti, poesie e romanzi per le riviste O Cruzeiro, A Estação e la Revista Brasileira.
Nel 1861 pubblica un libro molto originale, poco convenzionale per lo stile dell’epoca, “Memórias Póstumas de Brás Cubas”, che è considerato, assieme a “O Mulato”, di de Aluísio de Azevedo, il punto di inizio del realismo nella letteratura brasiliana.
le “Memorie postume di Brás Cubas”, surrealisticamente narrate dall’oltretomba dal defunto autore, e facenti parte di una trilogia dicui sono tappe “Quincas Borba” e “Don Casmurro”. “Don Casmurro” è forse il capolavoro di Assis, centrato sull’e nigmatica figura femminile di Capitù, la cui contorta psicologia si riflette nello specchio incrinato del racconto-memoria del ma rito frustrato, Bentinho. Si tratta di una narrativa psicologica, scritta da un uomo che ha perso ogni illusione sull’autenticità dei sentimenti umani.
Nel 1889 diventa direttore della sezione commercio del Ministero dell’Agricoltura, Commercio e Industria.

Grande amico dello scrittore del Parà José Verissimo, che dirigeva la Rivista Brasileira, nella cui redazione si riunivano intellettuali che condividevano l’idea di creare una Accademia Brasiliana delle Lettere, Machado de Assis, appoggia fin dal principio l’idea, partecipa alle riunioni preparatorie e, il 28 gennaio del 1897, alla creazione dell’Accademia, viene eletto presidente dell’istituzione, carica che ricoprirà fino alla morte, avvenuta a Rio il 29 settembre del 1908. Il suo elogio funebre fu pronunciato dall’accademico Rui Barbosa. Per la sua importanza l’Accademia Brasiliana delle Lettere prese il nome di Casa di Machado de Assis
La galleria di personaggi e tipi umani che Machado creò, lo rivela come un maestro dell’introspezione psicologica. La sua opera si divide in due fasi, una romantica e l’altra parnassiano-realista, nella quale sviluppa il suo inconfondibile stile disilluso, amaro e sarcastico, con una grande padronanza dello stile e del linguaggio. Il suo humor pessimista e la complessità della sua visione del mondo, assieme alla sua sfiducia nella ragione (intesa nel senso cartesiano e illuminista), sono le caratteristiche che tanto lo fanno risaltare rispetto ai suoi contemporanei.

Tra le varie opere si ricordano:

Racconti del fiume (Contos fluminenses, 1872), Storie di mezzanotte (Histórias da meia-noite, 1873), Fogli sciolti (Papéis avulsos, 1882), Storie varie (Várias histórias, 1896). Tra i romanzi: Resurrezione (Resurreiçâo, 1872), La mano e il guanto (A mâo e a luva, 1874), Iaiá Garcia (1878), Memorie po stume di Brás Cubas (Memórias póstumas de Brás Cubas, 1881), Quincas Borba (1891), Don Casmurro (1899), Memoriale di Aires (Memorial de Aires, 1908). Come poeta parnassiano, scrisse: Crisalidi (Crisálidas, 1864), Falene (Falenas, 1870), Americane (Americanas, 1875), Occidentali (Occidentais). La raccolta Poesie complete (Poesias completas) apparve nel 1901.

Tradotto da: http://www.releituras.com/machadodeassis_bio.asp