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Un bilancio del Festival del Cinema Latino-Americano di Trieste

intervista al direttore, Rodrigo Diaz.

Si è concluso a Trieste il XIX Festival del Cinema Latino Americano, la più importante rassegna europea di cinema latino americano, diretta e organizzata da Rodrigo Diaz, con oltre 150 titoli tra concorso, informativa, omaggi, documentari, corti e video a testimoniare il lavoro di un intero continente. Il premio per il miglior film è stato assegnato all’ italo-boliviano Paolo Agazzi, per il film “El Atraco”, storia di corruzione e complicità fra il crimine e le istituzioni, mentre il Premio Salvador Allende, istituito l’anno scorso in memoria del Presidente cileno, è andato a Patricio Gùzman, il più prestigioso documentarista dell’America Latina. Abbiamo chiesto a Rodrigo Diaz cosa ne pensa di questa diciannovesima edizione:

E’ soddisfatto del successo del Festival ?

Sicuramente, quest’anno come successo di pubblico è stato straordinario. Come presenza degli ospiti avremmo voluto avere qualcuno in più, ma il Festival non ha le risorse che possano permettere di far sì che per ogni film che compete ci possa essere un regista, il produttore o un rappresentante del Paese di provenienza, in modo tale che la gente abbia una percezione precisa, che vada oltre il film in concorso.

E dal punto di vista del numero e qualità delle opere presenti ?

Oddio, tutte le opere presentate le avevamo visionate prima, il nostro dovere è sempre quello di raccontare l’America Latina; magari esageriamo nella quantità. Anche quest’anno, noi proponiamo al pubblico un programma molto vasto, che a volte rende anche difficile dover tirar le somme, nel senso del coinvolgimento della gente in modo specifico, perché a volte la gente viene per un particolare Paese, per un titolo, per una storia, per una tematica, per un richiamo storico; per esempio, quando abbiamo fatto il film su Tina Modotti, la sala era strapiena.

Voi avete avuto questa idea molto interessante del Portale del cinema latino-americano; è già attivo ?

Sì, il portale già cammina. L’indirizzo è www.arcoiris.tv

Il festival si è concluso a Trieste, ma continuerà, in versione ridotta, a Milano, Roma, Cremona, Verona e Brescia. Nel frattempo, ha avuto un’interessante appendice a San Stino di Livenza, dove sono stati proiettati tre prestigiosi film della cinematografia sudamericana degli ultimi anni, “Un’ombra ben presto sarai”, del grande regista Héctor Oliveira, tratto dall’ultimo libro di Osvaldo Soriano; “Frida, naturaleza viva” di Paul Leduc e “Ação Entre Amigos”, del regista brasiliano Beto Brant.

Federico Guerrini