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Juan Gelman

Il poeta argentino contro il quale si accanì la dittatura, colpendolo negli affetti più cari.

Juan Gelman nasce nel 1930 a Buenos Aires, terzo figlio di una coppia di immigranti ucraini. Dopo aver abbandonato gli studi universitari, si dedica completamente alla poesia, passando da un mestiere all’altro fino ad approdare al giornalismo. Nel 1975, a causa della sua attività di intellettuale di sinistra, è costretto, dopo il colpo di Stato militare, ad abbandonare strategicamente l’Argentina, scelta che si tramuterà poi in una forma di esilio forzato. Rifugiato inizialmente a Roma, lavora per l’agenzia stampa Inter Press Service. Nel 1976 i militari argentini sequestrano suo figlio Marcelo Ariel, ventenne, e la giovane moglie,Maria Claudia Irureta Goyena, diciannovenne, i quali vengono
barbaramente assassinati in prigionia. La loro figlia nasce in campo di prigionia e se ne perdono immediatamente le tracce. Vari capi di Stato dei principali Paesi europei protestano contro i militari argentini: Gelman raccoglie le loro voci e viene pubblicata una lettera di ripudio del loro operato su “Le Monde” firmata, fra gli altri, anche da Francois Mitterrand e Olof Palme.
Da quel momento vivrà spostandosi tra Roma, Madrid, Managua, Parigi, New York e Messico, lavorando come traduttore per l’Unesco. Gabriel Garcia Màrquez, Augusto Roa Bastos, Juan Carlos Onetti, Alberto Moravia, Mario Vargas Liosa, Eduardo Galeano, Octavio Paz e molti altri scrittori protestano affinchè la sua posizione di perseguitato politico venga risolta, cosa che finalmente accade nel 1988. Può finalmente rientrare in Argentina senza pendenze giudiziarie a carico. Tuttavia, decide di risiedere definitivamente in Messico, Paese della moglie.

Il 7 gennaio 1990 vengono identificati i resti del figlio Marcelo, ucciso con un colpo alla nuca. Riceve il premio Nacional de Poesia, la massima onorificenza da parte dello Stato argentino, che gli assegna anche una pensione vitalizia. Nel 1999 intraprende una campagna giudiziaria e di stampa per rintracciare la nipote. Dopo una tenace interpellanza e grazie all’intervento del presidente dell’Uruguay Julio Maria Sanguineti, Gelman finalmente ritrova e identifica la bambina, data in adozione a una famiglia di Montevideo.

Le sue principali opere di poesia sono:Violìn y otras cuestiones, Gleizer, Buerfos Aires 1956; Eijuego en que andamos, Nueva Expresión, Buenos Aires 1959; Velario del solo, Nueva Expresión, Buenos Aires 1961; Gotàn (1956-
1962), La Rosa Blindada, Buenos Aires 1962; Los poemas de
Sidney West, Galerna, Buenos Aires 1969; Fdbulas, La Rosa Blindada, Buenos Aires 1971; Relaciones, ivi, 1973; Hechos,
Lumen, Barcelona 1980; Hacia el Sur, Marcha, México 1982;
Colera Buey, Libros de Tierra Firme, Buenos Aires 1984; Composiciones (1983-1984), Ediciones del Mali, Barcelona 1986;
Dibaxu (1983-1985), Seix Barrai, Buenos Aires 1994; Anuncia-
ciones, Visor, Madrid 1988; ìnterrupciones I, Libros de Tierra Firme/Ultimo Reino, Buenos Aires 1988; Interrupciones II, ivi,
1988; Carta a mi madre, ivi, 1989; Salarios del impio (1984-
1992), ivi, 1993; Incompletamente, Seix Barrai, Buenos Aires 1997; Ni el flaco perdón de Dios/Hijos de desaparecidos. Pianeta, Buenos Aires 1997 (con Mara La Madrid); Valer la pena, Seix Barrai, Buenos Aires 2001.

 Le sue opere sono state tradotte in inglese, francese, tedesco, italiano, olandese, svedese,
cecoslovacco, turco e portoghese.