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Venti di Quaresima

di Leonardo Padura Fuentes. Ritorna il detective Mario Conde, nell'Avana battuta da venti impietosi...

Continuano le peripezie di Mario Conde, il detective cubano inventato dalla penna di Leonardo Padura Fuentes. Venti di quaresima, pubblicato nel 2001 in Italia (il libro è del 1991), è un teso e malinconico. L’Avana è battuta da venti impietosi e il tenente Conde si impegna in una nuova storia torbida, affidatagli dal maggiore Rangel, il capo con cui ha un rapporto di odio-amore e il cui umore è intuibile dalla qualità dei sigari che consuma. La vittima è una giovane professoressa di liceo, di quella stessa scuola che il Conde aveva frequentato vent’anni prima. Una ragazza all’apparenza acqua e sapone, ma in realtà fin troppo scaltra e intraprendente. L’indagine, come in passato, dà modo di scoperchiare complicità e ipocrisie di un mondo corrotto. Parallelamente, Mario inizia una storia d’amore con una donna dai capelli rossi e dalle lunghe gambe, Karin, che fa l’ingegnere e suona il sassofono. Per il Conde, che ama il jazz e le belle donne, è amore a prima vista; per Karin, non si sa. I comprimari sono i soliti: l’amico Carlos, un tempo detto “Il magro”, che è rimasto paralizzato a seguito di una pallottola rimediata in Angola e che adesso magro non è più; la madre di questi, Josefina, presenza saggia e attiva, la cui ragione di vita è prendersi cura di questo figlio sfortunato; Candito il Rosso, amico (sono cresciuti nello stesso quartiere) e informatore di Mario, funzione che però svolge a malincuore e solo in nome dell’antica amicizia. Non c’è pace per il Conde, romantico costretto a vivere in un mondo che i romantici li stritola e troppo buono per tenersi una donna.

Federico Guerrini