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Organo

di Alfonso Cortés. "Io ebbi un organo di Barberia/ e manovrai i suoi accenti lontani/ guardando, con occhi di cane, morire..."

 

 

 

 

 

Organo

Io ebbi un organo di Barberia
e manovrai i suoi accenti lontani
guardando, con occhi di cane, morire
un giorno azzurro dietro i vecchi roveri.

E se passava un gruppo innamorato
ridendo, in mezzo alle rose, vibrava
la mia voce, pugnale insanguinato,
e sulla polvere dell’anima piangevo;

la polvere dell’anima, ove giuocano
sotto una luce gialla le mie pene,
la polvere dell’anima a cui giungono
come urli le voci della Villa.

Da: “Poeti ispanoamericani del ‘900″, a cura di Francesco Tentori Montalto.