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In questa notte, in questo mondo

Di Alejandra Pizarnik.

In questa notte, in questo mondo

A Martha Isabel
Moia

In questa notte in questo mondo
Le parole del
sogno dell’infanzia della morta
Non è mai questo ciò che uno vuole dire
La
lingua natale castra
La lingua è un organo di conoscenza
Del fallimento di
ogni poema
Castrato dalla sua stessa lingua
Che è l’organo della
ri-creazione
Del ri-conoscimento
Ma non quello della ri-surrezione
Di
qualcosa in maniera di negazione
Del mio orizzonte di sofferenza con il suo
cane
E niente è promessa
Tra il dicibile
Che equivale a
mentire
(tutto quello che si può dire è bugia)
il resto è silenzio
solo
che il silenzio non esiste
no
le parole
non fanno l’amore
fanno
l’assenza
se dico acqua, berrò?
Se dico pane, mangerò?
In questa notte
in questo mondo
Straordinario silenzio quello di questa notte
Quello che
succede nell’anima non si vede
Quello che succede nella mente non si
vede
Quello che succede nello spirito non si vede
Da dove viene questa
cospirazione dell’invisibilità?
Nessuna parola è visibile.

EN ESTA
NOCHE, EN ESTE MUNDO

A Martha Isabel
Moia

en esta noche en
este mundo
las palabras del sueño de la infancia de la muerta
nunca es
eso lo que uno quiere decir
la lengua natal castra
la lengua es un
órgano de conocimiento
del fracaso de todo poema
castrado por su propia
lengua
que es el órgano de la re-creación
del re-conocimiento
pero
no el de la re-surrección
de algo a modo de negación
de mi horizonte de
maldoror con su perro
y nada es promesa
entre lo decible
que
equivale a mentir
(todo lo que se puede decir es mentira)
el resto es
silencio
sólo que el silencio no existe
no
las palabras
no hacen
el amor
hacen la ausencia
si digo agua ¿beberé?
si digo pan ¿comeré?

en esta noche en este mundo
extraordinario silencio el de esta noche

lo que pasa con el alma es que no se ve
lo que pasa con la mente es que
no se ve
lo que pasa con el espíritu es que no se ve
¿de dónde viene
esta conspiración de invisibilidades?
ninguna palabra es visible

Poesia tratta da Da ” Testi in ombra e ultimi poemi” [1971-1972]. Traduzione
di Samanta Catastini - già pubblicata dalla rivista “Sagarana”)