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Nicaragua, un popolo di poeti.

Pochi sanno che il paese sudamericano dove la poesia è vissuta forse più intensamente, non è il Cile, il Brasile o l'Argentina, ma il Nicaragua.

La futura Miss Nicaragua, Luz María Sanchez, stava di fronte al pubblico in tacchi alti ed un bikini arancione chiaro. I concorrenti erano in parità, per rompere lo stallo era stato concesso alle due finaliste un minuto di discorso improvvisato, per cercare di convincere i giudici e il pubblico che erano degne del titolo di Miss Nicaragua. L’altra bellissima concorrente aveva già parlato, citando l’importanza della famiglia, della serenità e della propria realizzazione professionale; la folla aveva applaudito educatamente. Quindi Luz Maria uscì sul palco col suo bikini, fece una pausa e recitò a memoria una strana, enigmatica poesia, scritta dal poeta metafisico nicaraguense Alfonso Cortés. Quando ebbe finito di recitare, la folla eruppe in un evazione: QUESTO era Nicaraguense. Non ci fu gara, Luz Maria vinse facilmente.

Pochi stranieri possono immaginare l’importanza, la popolarità, la profonda passione per la poesia in Nicaragua. Non c’è altra forma artistica o d’espressione che può competere con la poesia per la popolazione. Dal più povero ragazzino di campagna, allo studente educato all’estero e dal poliziotto al bancario, c’è spesso un argomento in comune: la poesia. Il grande poeta di Granada, José Coronel Urtecho, disse una volta: Ogni Nicaraguense è un poeta fino a prova contraria”.
Pochi Nicaraguensi non sarebbero d’accordo, ma, in caso, ne discuterebbero in versi. La poesia in Nicaragua è anche un importante mezzo di esprimere critica politica e sociale.

I bambini delle elementari apprendono la poesia come una forma di espressione, cooperazione, competizione. I giovani studenti si dividono spesso in gruppi per recitare un poema del supremo eroe nazonale, il poeta di León, Rubén Dario, memorizzando ognuno un paio di versi così possono recitare all’unisono l’intero poema. I ragazzi inventeranno versi per esprimere la loro ammirazione per le compagne, e le ragazze rammenderanno in versi i cuori spezzati. I quotidiani pubblicano poesie almeno tre volte alla settimana. Il venerdì, il periodico più letto del paese, La Prensa, pubblica poesie inviate dai lettori, al sabato il supplemento letterario contiene poesie dai grandi poeti nicaraguensi del passato e del presente, e alla domenica, il supplemento satirico è corredato da rime sardoniche su figure della politica locale.
In Nicaragua, la parola “poeta”, significa anche amico, fratello, compagno. Ad un semaforo di Managua, può capitare di sentire un tassista dire a quello del taxi a fianco, mentre aspettano il verde: “Ehi, poeta, dove sei diretto ?”. Il primo poeta latino-americano mai candidato al Premio Nobel è stato un nicaraguense, Salomón de la Selva, anche se oggigiorno, egli è maggiormente ricordato per le sue traduzioni in inglese delle poesie del connazionale Rubén Dario.
Ed anche se l’amore per la poesia può essere fatto risalire a prima di Dario (che visse fra il 1867 e il 1916), è con questo poeta che la poesia diventa la principale forma d’arte del Paese e la sua principale passione.
Altri nomi fondamentali di poeti, per citarne solo alcuni, sono quelli di Giaconda Belli, Ernesto Cardenal, Jose Coronel Urtecho, Carlos Martínez Rivas and Pablo Antonio Cuadra, oltre naturalmente al grande Alfonso Cortés.

Liberamente tradotto da: “A TALE OF TWO POETS
Nicaragua’s Passion for Poetry”
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Federico Guerrini