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In dicembre tornavano le brezze

Della colombiana Marvel Moreno

A mio modesto avviso, questo libro è un piccolo capolavoro, uno dei migliori romanzi latinoamericani che ho letto. Tratta di donne, da un ottica femminile, ma con una tale lucidità spassionata, che non sembra scritto da una donna. Indice che Marvel Moreno era una vera artista; peccato che sia morta troppo presto e abbia potuto dare solo due testi memorabili: “In dicembre tornavano le brezze” e “Qualcosa di brutto nella vita di una signora perbene”.

In dicembre… comincia così:

 

«Io sono il Signore Dio tuo forte, geloso, che fo vendetta del-
l’iniquità de’ padri sopra i figliuoli fino alla terza e quarta gene-
razione di coloro che mi odiano».

Poiché la Bibbia, libro che agli occhi di sua nonna conteneva
tutti i pregiudizi capaci di far vergognare l’uomo della sua ori-
gine, e non solo della sua origine, ma anche delle pulsioni, dei
desideri, degli istinti, o come li si voglia chiamare, inerenti alla
sua natura trasformando quell’istante che dura la vita in un infer-
no di colpa e rimorso, di frustrazione e aggressività, conteneva
anche la sapienza del mondo, che anzi aveva contribuito a crea-
re fin dai tempi in cui fu scritto, bisognava leggerla attentamen-
te e riflettere sulle sue affermazioni, per arbitrarie che potessero
sembrare, fino a capire a fondo il come e il perché della propria
miseria e di quella altrui. Così quando un avvenimento qualun-
que agitava la torbida, anche se a prima vista serena superfìcie
di quelle esistenze uguali che da più di centocinquant’anni for-
mavano l’elite della città, sua nonna, seduta su una sedia a don-
dolo di vimini, tra il rumore assordante delle cicale e l’aria den-
sa, sonnolenta delle due del pomeriggio, le ricordava quella male-
dizione biblica quando le spiegava che il fatto, o meglio la sua
origine, risaliva a un secolo addietro o a vari secoli addietro, e
che lei, sua nonna, se lo era aspettato fin da quando aveva avu-
to l’età della ragione ed era stata in grado di mettere in relazio-
ne causa ed effetto.

Quel fatalismo provocava in Lina una reazione di paura, non
di sorpresa…

Federico Guerrini                                                                           































Casa editrice: Giunti
Collana: Superastrea
Anno pubblicazione: 2000
Prezzo: 9,30
Genere: letteratura internazionale
Volumi: 1
Pag: 432
Descrizione:

Tre diverse, contraddittorie incarnazioni della forza e della sapienza femminili, ma anche della fragilità delle donne in un mondo patriarcale segnato da inganni, sopraffazioni e illusioni sentimentali.
Quarta di copertina:

A Barranquilla, città del Caribe colombiano dove l’aria s’impregna di calore e di profumi intensi, di colori violenti e di carnalità, dove le razze e le tradizioni umane mescolano passioni e tensioni, torna la memoria di Lina, colombiana da molti anni emigrata a Parigi. Tre coetanee di Lina sono al centro del romanzo: Dora con la sua incosciente sensualità, Catalina con la sua profonda bellezza unita a un’intelligenza impietosa, Beatriz con la sua maniacale aspirazione all’ordine che si trasforma in mortale repressione degli istinti. Tre diverse, contraddittorie incarnazioni della forza e della sapienza femminili, ma anche della fragilità delle donne in un mondo patriarcale segnato da inganni, sopraffazioni e illusioni sentimentali.