Questo sito contribuisce alla audience di

Telesur, una Tv per l'America Latina

Seconda parte. Da Gennaro Carotenuto.it

Telesur, ed è la prima mossa decisiva, offre da oggi un punto di vista alternativo, come già Al Jazeera ha fatto per la regione mediorientale. Si chiama pluralismo, anche se il Nord del mondo guarda con sospetto a tutta l’informazione che non non risponde ai dogmi e cosiddetti valori del dio mercato o che non stia dalla parte dei vincitori del modello. Epperò sarà difficile per tutti eludere Telesur, fare come se non esistesse. Non sarà più solo il Nord, le televisioni statunitensi con la loro logica commerciale spacciata per indipendenza, a dettare l’agenda informativa. Il decreto legge statunitense testimonia che già da oggi i media statunitensi sono obbligati a conformare la loro agenda rispetto a quella di Telesur. Questa da prima di nascere sta già rivoluzionando l’informazione e puntando i riflettori su una notizia ignorata o manipolata da CNN -per esempio il campo di concentramento di Guantanamo-obbligherà CNN a replicare alle presunte menzogne.

Eduardo Galeano scrive che i latinoamericani sono stati costretti per 513 anni a guardare a se stessi con gli occhi degli altri. E sono stati costretti a guardare a se stessi come divisi. Oggi un latinoamericano non boliviano difficilmente conosce la filmografia di Jorge Sanjinés. Un non argentino ha visto ben poco di Pino Solanas, un non colombiano non conosce Sergio Cabrera e relativamente pochi latinoamericani hanno apprezzato “Fragola e Cioccolata”, il successo mondiale del cubano Titón Gutiérrez Álea. Le televisioni del continente e le sale cinematografiche sono occupate manu militari da produzioni hollywoodiane che in molti paesi superano una concentrazione del 98% della programmazione. Il miglior posto per vedere cinema latinoamericano resta Madrid.

Telesur da oggi offre un progetto di integrazione che ricorda da vicino quello della RAI che negli anni ‘50 insegnò un linguaggio comune a siciliani e piemontesi, friulani e lucani. Ed è questa la seconda mossa, la più rivoluzionaria, quella che dà scacco matto al pensiero unico: l’integrazione.

Educati a pensarsi divisi, con Telesur i latinoamericani hanno uno spazio per scoprirsi uniti dagli stessi problemi ma anche dalla stessa storia e cultura. E “integrazione” oggi è la parola proibita che Telesur
gioca nella battaglia delle idee. I media del Nord hanno educato i latinoamericani a considerare velleitario, sconveniente e pericolosa l’integrazione latinoamericana. E “Integrazione” è oggi una parola più proibita di “socialismo”, più scomoda di “imperialismo”, più
peccaminosa che ricordare che tutto il continente è stato integrato dall’essere vittima dello stesso terrorismo, che tutti i desaparecidos sono spariti per lo stesso motivo e che tutti i torturatori hanno imparato a torturare nella stessa scuola, la scuola delle Americhe, a
Fort Benning, il progetto statunitense di integrazione delle violazioni dei diritti umani.

La memoria e la denuncia sono le ragioni d’essere di Telesur, una televisione che nasce antica, nella sua idea di servizio pubblico, ma allo stesso tempo modernissima, necessaria e incredibilmente sovversiva.
Beto Almeida, popolare giornalista televisivo brasiliano, e direttore della sede di Brasilia della televisione sostiene a chi scrive che la tv è già in grado di contrarrestare i piani del governo statunitense per metterla sotto silenzio: “Possono fare molto ma abbiamo contromosse. Possono farci escludere dai satelliti, ma non controllano e non possono abbattere tutti i satelliti. Possono corrompere le imprese di Tv via cavo o via satellite perché non ci veicolino, ma queste sono migliaia e stanno sul mercato ed hanno interesse ad offrire il nostro prodotto ai loro clienti”.

Al Jazeera, come la televisione jugoslava, in Iraq è stata bombardata più volte. Ma la battaglia di idee per la prima volta da oggi si svolge competendo sullo stesso campo: il telecomando di centinaia di milioni di latinoamericani. Altro che Indymedia! Altro che blog! Altro che Telestreet, ultima frontiera dello snobismo informativo italico. Con Telesur, l’informazione antagonista non è più
patrimonio di minoranze iniziate alla politica o navigatori solitari, ma diviene disponibile per tutti. La smodatezza dell’ira con la quale prima ancora che inizino le trasmissioni rispondono dagli Stati Uniti in
fondo rassicura, perché, come diceva José Martí, “una trincea di idee vale di più di una trincea di pietra”.