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Convegno internazionale di letteratura comparata

"A partire da Venezia: eredità, transiti, orizzonti : Cinquant’ anni dell’AILC Venezia 25-30 settembre 1955 / 22-25 settembre 2005)". Oltre 150 partecipanti, anche sudamericani.

A partire da Venezia: eredità, transiti, orizzonti : Cinquant’ anni dell’AILC
(Venezia 25-30 settembre 1955 / 22-25 settembre 2005)

Venezia, Aula Magna di Ca’ Dolfin, 22-25 settembre 2005

Si svolgerà dal 22 al 25 settembre prossimo, a Venezia, il Convegno Internazionale di Letteratura Comparata: “A partire da Venezia: eredità, transiti, orizzonti : Cinquant’ anni dell’AILC”. Il Convegno celebra i cinquant’anni dell’ AILC/ICLA (Association Internationale de Littérature Comparée / International Comparative Literature Association) e in particolare il giubileo del suo primo congresso tenutosi a Venezia nel settembre 1955 sul tema “Venezia nelle letterature moderne”.

Le sedi del convegno, che comprende conferenze, seminari e tavole rotonde, saranno: l’Aula Saoneria di Ca’ Dolfin, Palazzo Zorzi - Unesco, l’Auditorium S.Margherita e la sala Tommaseo dell’Ateneo Veneto. Parteciperanno oltre centocinquanta convegnisti, provenienti da tutto il mondo. Lingue ufficiali dei lavori saranno l’inglese e il francese.

L’evento è organizzato dall’AILC/ICLA e dal Dipartimento di Americanistica, Iberistica e Slavistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, e avrà il patrocinio di: Regione Veneto, Provincia di Venezia, Comune di Venezia, Ateneo Veneto, Istituto Romeno di Cultura e Ricerca umanistica, e l’alto patrocinio dell’UNESCO.

All’interno del convegno molteplici saranno i temi trattati, racchiusi in tre grandi filoni, ed esposti con interventi capaci di offrire sguardi inediti anche su temi apparentemente poco accademici o fin troppo sviscerati dagli studiosi. Uno dei grandi pregi della letteratura comparata sta, infatti, nella sua capacità di cogliere connessioni nel tessuto delle idee, fra mondi e linguaggi apparentemente distanti.
Che relazione c’è fra Venezia e New York, fra il film di Adrian Lyne “Attrazione fatale”, con Glen Close e il romanzo del veneziano Carlo Della Corte, Grida dal Palazzo d’inverno? forse nessuna, o forse vi sono meccanismi culturali più ampi, che portano a conclusioni in parte convergenti. Cosa accomuna Venezia e San Pietroburgo, la “Venezia del nord”? La musica, soprattutto oltre al fatto di essere entrambe “luoghi della memoria”, della cultura europea, opere d’arte e spazi culturali. Uno dei suoi rimpianti di Pietro il Grande fu proprio quello di non poter mai visitare la città lagunare. Scopriremo inoltre la vicenda di Alvise Ca’ da Mosto, esploratore veneziano che effettuò due viaggi in Africa Nera nel 1455 e 1456 per conto dell’Infante del Portogallo, Don Enrico il navigatore, e che ebbe due grandi meriti: quello di mostrare senza infingimenti la realtà europera e africana dell’epoca, e quello di dare la parola senza pregiudizi agli indigeni africani, per conoscere i loro costumi e la loro opinione sui bianchi.
E ancora: Venezia e i suoi vincoli con l’Oriente e con l’élite culturale occidentale affascinata dall’esotismo oreientale. La storia dei dotti monaci armeni del convento dell’Isola di San Lazzaro, il cui abate, père Pascal Aucher, fu maestro di Byron e tradusse il Paradiso Perduto di Milton, mettendo a punto fra l’altro, una grammatica inglese-armeno, armeno-inglese e un dizionario armeno-inglese che sono ancor oggi degli strumenti preziosi per gli specialisti. Nella letteratura del Novecento, Venezia è più che mai presente: due esempi: “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sépulveda e “La veneziana” di Nabokov. La città esercita un’attrazione ambivalente, fonte di bellezza e inquietudine a un tempo.
Per quel che riguarda le prospettive della materia trattata, ci si chiederà fra l’altro, che ruolo giochi la letteratura comparata nella costruzione dell’identità della moderna Cina e in che modo le nuove tecnologie e i nuovi media influenzino la visione e la definizione stessa della disciplina.

I TEMI DEL CONVEGNO

Il Convegno vuole essere:

1) Una riflessione sullo sviluppo di un’associazione che, nata come cenacolo di un ristretto gruppo di studiosi europei e nordamericani, è divenuta negli ultimi decenni una organizzazione mondiale con migliaia di iscritti presenti nei paesi dei cinque continenti.
2) Un dibattito teorico sullo stato di una disciplina fondamentale per la comprensione delle letterature e delle culture, e sul progetto scientifico e didattico che la sostiene in questa fase.
3) Una riflessione e una discussione sul ruolo che Venezia ha avuto e può ancora avere in questo progetto.

Se infatti cinquant’anni fa Venezia era stata assunta, conformemente alle prospettive degli studi di quegli anni come una tema letterario, oggi la città e la sua regione si presentano, tra passato e futuro, come crocevia di eredità e di prospettive che permettono di esemplare il loro ruolo costante nei processi interculturali tra nord e sud, tra oriente e occidente, tra Europa Asia, Africa, Americhe.
Venezia fin dalle sue remote origini ha avuto un ruolo di intermediario privilegiato nella cultura e nella geopolitica dell’Europa e dell’Oriente. Se le grandi scoperte della fine del XV secolo segnarono la sua decadenza sul piano economico, proprio a partire dalla fine del quattrocento s’affermò la sua preminenza nella lettura e nella divulgazione dei nuovi mondi. Grazie all’operato dei suoi ambasciatori, dei suoi geografi, dei suoi umanisti, dei suoi stampatori, da Gasparo Contarini a Andrea Navagero a G.B. Ramusio a Aldo Manuzio, grazie alla autonomia ideologica che contraddistingueva la Serenissima, Venezia divenne centro di diffusione delle nuove scienze.
Allo stesso tempo, la città assumeva il ruolo di icona fantastica: lo stupore suscitato da Tenochtitlan, la capitale del Messico, si esprimeva nel paragone a rovescio tra questa città e Venezia, e il nome inaugurale di “piccola Venezia” o Venezuela veniva dato al villaggio su palafitte che Alonso de Hojeda costruiva nella Baia di Maracaibo, senza immaginare che quel nome si sarebbe esteso a un’intera nazione alla cui costruzione moderna, come a buona parte delle nazioni delle due Americhe che si affacciano sull’Atlantico, avrebbero contribuito sostanzialmente le popolazioni della Serenissima ben oltre la fine della Repubblica di Venezia.

La sezione dedicata a Venezia propone due letture interdisciplinari e transculturali di Venezia, che costituiscono campi di ricerca di grande attualità nello studio della letteratura comparata:

- Una lettura teorica: Venezia come icona di frantumazioni e di illuminazioni progettuali che ponendosi al di fuori delle comuni coordinate dello spazio e del tempo permette le più ardite prospettive nella letteratura e nelle arti.
- Una lettura storica: ovvero le Venezie del mondo: sui processi che definiscono in letteratura la trasmissione e l’integrazione delle culture migranti.

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