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Neruda legge le "Alture di Machu Picchu"

Frammento sonoro del Poeta e un commento di Che Guevara sul Canto Generale.

(…) Poi il poeta trova la sintesi di quello che era la nostra America, il suo più grande simbolo e canta allora le “Alture di Machu-Picchu”. Il fatto è che Machu-Picchu è l’opera d’ingegneria aborigena che arriva più a noi; per la sua elegante semplicità, per la sua grigia tristezza, per il meraviglioso panorama circostante, per l’Urubamba che ulula in basso. La sintesi di Machu-Picchu è data da tre versi che sono tre definizioni di una categoria quasi goethiana:

Madre di pietra, spuma dei condor.
Alta scogliera dell’aurora umana.
Pala perduta nella prima rena.

Ma non si limita a definirla e storicizzarla, e in uno slancio di follia poetica vuota tutto il suo sacco di metafore abbaglianti e talora ermetiche sulla città simbolo, invocandone poi l’aiuto:

Datemi il silenzio, l’acqua, la speranza.
Datemi la lotta, il ferro, i vulcani.

 
(Tratto dal libro Poesie e scritti sulla letteratura e l’arte di Ernesto Che Guevara – Grandi Tascabili economici Newton editore, Roma, Maggio 1999, a cura di Elena Clementelli e Walter Mauro)

Ascolta la voce di Neruda declamare (clicca su descargar archivo):

 









 

















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