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Brasile a Mano Armata

«Il commercio delle armi da fuoco e delle munizioni deve essere proibito in Brasile?». È questo il quesito a cui i brasiliani sono chiamati a rispondere il 23 ottobre prossimo. Dalla Guida No Global

 Il commercio delle armi da fuoco e delle munizioni deve essere proibito in Brasile?». È questo il quesito a cui i brasiliani sono chiamati a rispondere il 23 ottobre prossimo. Il voto sarà elettronico: la risposta 1 equivarrà al “No, non sono favorevole a proibire il commercio”, la risposta 2 sarà invece “Sì, voglio proibirlo”. Dall’entrata in vigore della nuova Costituzione del 1988, questo è il primo referendum indetto in Brasile.Si tratta di una vera e propria conquista per tutti i movimenti di base, le ong, i milioni di cittadini che da anni lottano per l’approvazione dello Statuto per il disarmo e del Decreto legislativo che ha portato a indire l’atteso referendum.
 
Nel guinnes dei primati. Centoventi milioni di persone, esattamente 122.042.825, in 5.564 città e 368.040 sezioni elettorali, saranno dunque chiamate a giocare un ruolo fondamentale nella gestione di una delle più gravi piaghe del paese sudamericano: i morti ammazzati. Secondo i dati Onu sarebbero 38mila all’anno i morti per arma da fuoco, vale a dire uno ogni 12 minuti, e 14.400 sono ragazzi fra 15 ai 24 anni. Le armi da fuoco sono la prima delle cause di morte dei giovani brasiliani. Ogni giorno tre bambini sono feriti da pallottole. Di questi due per tiri accidentali.

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