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Paesaggio, di Gregorio Carbonero

Un'altra grande poesia dell'oboista orchestrale poeta.

PAESAGGIOdi Gregorio CarboneroOggi ho solo schivi abbozzi di realtà oggi qualsiasi paesaggio sembra sfuggirmi oggi mi sfuggono i luoghi che dovrebberoessere miei e starmi accanto.Dall’inferriata scende sulla spiaggia una degradazione di grigi verso un orlo di schiuma e sabbia umidas’immerge la risacca in una luce fioca senza limiti. Un respiro lieve,appena qualcosa che si separa.la riva si spoglia, lambisce il riverberoche ancora rimane.Oggi il tramonto è un azzurro colato a picco un colore slegato cancellato, consuma pochi segni di vita.Alla fine piegata e spenta,la spiaggia si riprende, si rinnova,cortecce molli, resti intrisi d’acqua salata, fradicioportato a galla da un’altra marea, da altre piante,altre, su un’altra riva.(dalla raccolta “Nervature”, Zone Editrice, Roma, maggio 2006)