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La Biblioteca di Babele

Da Wilkipedia, un'interessante analisi del significato del racconto di Borges

La Biblioteca di Babele è un racconto di Jorge Luis Borges. In esso si descrive un allucinante universo che essenzialmente è una biblioteca spazialmente infinita composta di sale esagonali, che raccoglie disordinatamente tutti i possibili libri di 410 pagine in cui si susseguono sequenze di caratteri senza ordine, in tutte le possibili combinazioni. A volte gli uomini sono riusciti a trovare espressioni sintatticamente corrette quali:

* ah, tempo le tue piramidi!
* tuono pettinato,

ma fino a quel momento, prive di senso. Poiché i caratteri possono, per casualità, comporre frasi di senso compiuto, nella labirintica Biblioteca di Babele continuano a muoversi ed affannarsi gli uomini in cerca del Libro che contiene la Verità.

Spesso nella cultura, la Biblioteca di Babele è elevata a simbolo più rappresentativo della Biblioteca come depositaria di Informazione. Ma è stato osservato che non ci può essere punto di vista più infondato.

Poiché la biblioteca è infinita e poiché in ciascun libro può risiedere solo una finita sequenza di caratteri, ogni possibile libro di 410 pagine si ripete infinite volte, metafora questa dell’ eterno ritorno:
«lo m’arrischio a insinuare questa soluzione: La Biblioteca è illimitata e periodica. Se un eterno viaggiatore Ia traversasse in una direzione qualsiasi, constaterebbe alla fine dei secoli che gli stessi volumi si ripetono nello stesso disordine.»

Poiché nella biblioteca vi sono tutti i possibili libri di 410 pagine, non solo è presente il libro della Verità, ma anche ogni sua possibile variante e perfino il suo opposto, e gli uomini non hanno la possibilità di distinguerli:

«Da queste premesse incontrovertibili dedusse che la Biblioteca è totale, e che i suoi scaffali registrano tutte le possibili combinazioni dei venticinque simboli ortografici (numero, anche se vastissimo, non infinito) cioè tutto ciò ch’è dato di esprimere, in tutte le lingue. Tutto: la storia minuziosa dell’avvenire, le autobiografie degli arcangeli, il catalogo fedele della Biblioteca, migliaia e migliaia di cataloghi falsi, la dimostrazione della falsità di questi cataloghi, la dimostrazione della falsità del catalogo autentico, […] la traduzione di ogni libro in tutte le lingue, le interpolazioni di ogni libro in tutti i libri.»

Si potrebbe osservare che, proprio perché vi esistono tutti i possibili libri di 410 pagine e tutte le verità e anche le falsità che vi si riescono a scrivere, nonché semplici sequenze senza alcun senso (puro rumore, quindi) , in realtà la Biblioteca non contiene alcuna Informazione. Naturalmente Borges è conscio di ciò e infatti scrive:

«M’inganneranno, forse, la vecchiaia e il timore, ma sospetto che la specie umana - l’unica - stia per estinguersi, e che la Biblioteca perdurerà: illuminata, solitaria, infinita, perfettamente immobile, armata di volumi preziosi, inutile, incorruttibile, segreta.»

In forza di queste considerazioni, la Biblioteca di Babele può essere considerata idealmente l’ esatto opposto della Enciclopedia Galattica pensata da Isaac Asimov (sebbene questa sia non ancora infinita!). Risulta quindi straordinario e soprendentemente incomprensibile che spesso la biblioteca di Babele venga considerata la Biblioteca per antonomasia.