Marcela mi amò per quindici mesi e udicimila scudi, niente meno

Azimut editore ha in catalogo il libro del grande scrittore brasiliano Machado de Assis, Memorie Póstume di Brás Cubas. Con un titolo un po' diverso.

Un uomo qualunque, ricco borghese nel Brasile schiavista di fine ottocento, personaggio apatico e privo di volontà in vita, decide, una volta defunto, di diventare scrittore, come se, solo da morti, si possedesse la capacità di raccontare l’intima e definitiva verità della propria condizione umana, lontani dai pregiudizi sociali e dalle mistificazioni.

L’autore, partendo dalla morte e saltando indietro nei diversi momenti dell’esistenza, è interessato ad analizzare la vita passata e non un ipotetico aldilà, a conferma di una narrazione basata non tanto sulla linearità della trama, quanto sulla caratterizzazione psicologica dei personaggi.

Il racconto, in prima persona, è permeato di un umorismo sottile, a partire dalla dedica dell’autore nel frontespizio del libro: “Al verme che per primo ha rosicchiato le fredde carni del mio cadavere dedico con nostalgico ricordo queste mie memorie postume”, che fa di quest’opera, pubblicata in Brasile nel 1881, con il titolo “Memórias Póstumas de Brás Cubas”, uno dei capolavori satirici di tutti i tempi.

Collana: AIÓN

Pagine: 204

Prezzo: € 13,50

ISBN: 88-6003-004-8

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Pubblicato il 13 gennaio 2008 in: Scrittori e poeti del Brasile

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