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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Palazzo Stoclet di Bruxelles</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:46:24 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>le_citt_del_liberty</category><category>jugendstil_in_wien</category><category>liberty-e-deco-in-belgio</category><category>architettura belgio</category><category>art nouveau in belgio</category><category>palazzo stoclet</category><category>secessionismo viennese</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/"><img class="post-h" src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/0PalazzoStocletImmaginedepoca.jpg" alt="0 - Palazzo Stoclet - Immagine d&#39;epoca" width="432" height="324" /></a><br clear="both" /><br />
<strong>Palazzo Stoclet</strong> (dal nome del suo primo proprietario - Adolph <strong>Stoclet</strong>, banchiere e collezionista di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-in-belgio">Bruxelles</a>) fu realizzato fra il 1905 ed il 1911 su progetto di <strong>Joseph Hoffmann</strong> (1870-1956) per l&#8217;esigenza di vivere in una abitazione che fondesse arte e vita; l&#8217;edificio fu una mirabile sintesi delle arti (architettura, pittura, decorazione, design d&#8217;interni e d&#8217;oggetti d&#8217;uso),  chiamata spesso nella storia a fare da opera-simbolo (“summa”) degli artisti che cooperarono per realizzarla, concretizzazione, vale a dire, degli ideali di quella <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/jugendstil_in_wien">Secessione viennese</a> da cui essi provenivano.<br />
Situato nei sobborghi della capitale belga (Tervurenlaan), secondo le intenzioni del committente il <strong>Palazzo</strong> doveva essere il luogo adibito a ospitare collezioni ed eventi culturali; per il suo progetto Adolphe e Suzanne <strong>Stoclet</strong> non posero limiti di costi, perché i realizzatori raggiungessero l&#8217;obiettivo dell&#8217;Opera d&#8217;Arte Totale - una sintesi unitaria di arti diverse (come era stato già per l&#8217;esperienza del manifesto del movimento succitato, la rivista “<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/09/versacrum-la-primavera-dellarte">Versacrum</a>”), adoperate per dare forma alla stessa Idea attraverso le diverse  incarnazioni dello Stile. </p>
<p><strong>Hoffmann</strong>, che aveva già anticipato le principali linee guida della costruzione con il sanatorio di Purkersdorf (1904-1908), per semplificazioni delle forme, scarnificazione delle superfici e l&#8217;integrazione di differenti arti, con questo <strong>Palazzo</strong> osò ulteriormente tramite l&#8217;aggregazione dei diversi moduli geometrici, di cui è costituito all&#8217;esterno, secondo una articolazione libera, mentre l&#8217;appiattimento totale delle superfici e la cesellatura in bronzo scuro dei cordoli, che delimitavano in maniera netta le parti e davano una cornice alle aperture, ebbero la funzione di alleggerire notevolmente la massa dell&#8217;edificio, una scatola priva di evidente spessore, quasi le pareti fossero appoggiate l&#8217;una all&#8217;altra.<br />
A sormontare il <strong>Palazzo</strong> <strong>Hoffmann</strong> collocò una torre, precorritrice di simili soluzioni <strong>Art Déco</strong> nei decenni a venire (pensiamo ai grattaceli statunitensi). </p>
<p>All&#8217;interno, la planimetria centrifuga dell&#8217;edificio si sviluppava secondo un&#8217;entrata a doppia altezza, un piano inferiore dedicato all&#8217;accoglienza degli ospiti, una sala da musica, la zona per il pranzo. Colorati con marmi e arredati in maniera sontuosa, gli interni e i decori furono realizzati dagli artigiani del laboratorio Wiener Werkstatte (Vienna), che <strong>Hoffmann</strong> stesso aveva fondato assieme a <strong>Kolo Moser</strong> (1868-1918, ulteriore esponente della <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/jugendstil_in_wien">Secessione viennese</a> il cui contributo al <strong>Palazzo</strong> fu assai rilevante) per ridisegnare gli oggetti d&#8217;uso quotidiano secondo un&#8217;ideale estetizzante. Spesso, all&#8217;interno del palazzo ricorse la forma tipica dello stile geometrico di <strong>Hoffmann</strong>, il quadrato, usato qui, come <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/gioielli-vintage-secessionismo-in-germania-e-austria">altrove</a>, quale marchio, firma, cifra stilistica.<br />
Fra le opere più celebri che ornarono l&#8217;abitazione-museo, va ricordato la pittura parietale del salone da pranzo, apoteosi dell&#8217;intero edificio - “L&#8217;albero della vita”, realizzato da <strong>Gustav Klimt</strong> (1862-1918), dalla tipica cromia a prevalenza dorata e che si sviluppava attraverso i fitti rami, sui lati, in due scene complementari: “L&#8217;attesa” e l&#8217;ideale proseguimento “L&#8217;abbraccio”.</p>
<p>Il visitatore, che attraversava questa foresta di simboli disseminati fra le sale e i corridoi, doveva avere il presagio di quella penetrazione dell&#8217;arte in ogni singolo dettaglio, gesto, monile che l&#8217;arredasse. Un&#8217;esperienza estetica per chi voleva la propria esistenza come un&#8217;opera d&#8217;arte, resa ancora più totalizzante dall&#8217;assenza di distanza dall&#8217;Opera, quale, piuttosto, spazio in cui si svolgesse la vita stessa.<br />
Spinto oltre gli iniziali intenti di <strong>Hoffmann</strong> con il Sanatorio (più “democratico”, spoglio e alla portata di un maggior pubblico cui rivolgere il messaggio artistico), il <strong>Palazzo</strong> fu eletto quale luogo supremo e sacrale del Bello, incarnato in un senso anche elitario, circoscritto in un ambiente lussuoso, non privo di una certa sofisticatezza, in grado persino di mettere da parte la funzionalità degli ambienti e degli oggetti e che susciterà, dunque, all&#8217;interno della <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/jugendstil_in_wien">Secessione</a> le risposte razionalizzanti come quelle del fuoriuscito dal gruppo Adolf Loos (1870-1933). </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/1"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_0PalazzoStocletImmaginedepoca.jpg" alt="0 - Palazzo Stoclet - Immagine d'epoca" width="130" height="97" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/2"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_1PalazzoStocletPianta1Piano.jpg" alt="1 - Palazzo Stoclet - Pianta 1Â° Piano" width="130" height="85" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/3"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_2PalazzoStocletTorreHoffmann.jpg" alt="2 - Palazzo Stoclet - Torre Hoffmann" width="100" height="130" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_2BPalazzoStocletEsterno.jpg" alt="2B - Palazzo Stoclet - Esterno" width="95" height="130" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/5"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_3PalazzoStocletIngresso.jpg" alt="3 - Palazzo Stoclet - Ingresso" width="108" height="130" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_3BPalazzoStocletSaladellaMusica.jpg" alt="3B - Palazzo Stoclet - Sala della Musica" width="130" height="97" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/7"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_4PalazzoStocletSaladapranzo.jpg" alt="4 - Palazzo Stoclet - Sala da pranzo" width="130" height="99" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/palazzo-stoclet-di-bruxelles/8"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/palazzo-stoclet-di-bruxelles/thn_5GKlimtAlberodellavita_Cartonepreparatorio.jpg" alt="5 - G Klimt - Albero della vita_Cartone preparatorio" width="130" height="86" /></a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100307124624"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100307124624?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100307124624" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100307124624&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F03%2Fpalazzo-stoclet-di-bruxelles"/></p>
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	<description>Palazzo Stoclet (dal nome del suo primo proprietario - Adolph Stoclet, banchiere e collezionista di Bruxelles) fu realizzato fra il 1905 ed il 1911 su progetto di Joseph Hoffmann (1870-1956) per[...]</description>
	
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	<title>René Lalique - Donne e fiori</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:40:03 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>arti_applicate</category><category>liberty-e-deco-in-francia</category><category>gioielli art nouveau</category><category>gioielli lalique</category><category>gioielli liberty</category><category>gioielli vintage</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/LaliquePendenteTestadiragazzaincorniciatadapapaveri_18981899_01.jpg" class="left" border="0" width="432" height="425" alt="Lalique - Pendente Testa di ragazza incorniciata da papaveri_1898-1899" /><br clear="both" />La <strong>Donna-Fiore</strong>, frequente soggetto dei gioielli di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">René Jules Lalique</a>, fu presa dalla tradizione popolare.<br />
Una collana, realizzata fra il 1898 ed il 1899 e, oggi, conservata al Museé des Arts Decoratifs (per dono della Baronessa Felix Oppenheim), presenta il soggetto inquadrandone nel pendente il volto di profilo, scolpito in calcedonio bianco, mentre i capelli, in oro, sono mossi dal vento ed ornati, sulle tempie, da un doppio motivo di fiori di papavero - simbolo di notte ed oblio, smaltati con color blu lavanda; i gambi, formando degli arabeschi, ricadono verso il basso e sorreggono una perla, mentre le ciocche dei capelli, con le stesse volute, si incrociano con una mezzaluna che incornicia l&#8217;intera figura.<br />
La catena è realizzata  in oro cesellato ad anelli composti da capsule di papavero d&#8217;oro, alternate a perle scaramazze.  </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/LaliqueVisodidonnaconpendentediperla_01.jpg" class="left" border="0" width="270" height="360" alt="Lalique - Viso di donna con pendente di perla" />Un  simile pendente, dotato del lo stesso soggetto ed elementi compositivi , è conservato al Museo di Calouste Gulbenkian a Lisbona (fu acquistato presso <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">Lalique</a> dallo stesso Gulbenkian). Rispetto al primo esemplare, nel monile di Lisbona (1898-1900) <strong>Lalique</strong> cambiò prospettiva di osservazione, portando il volto della donna frontalmente, e gli attribuì uno sguardo sognante. Il viso, realizzato in cristallo, fu incorniciato da quattro grossi papaveri aperti in argento cesellato, patinato e smaltato di blu sugli stami.<br />
Le grosse ciocche sorreggono una perla scaramazza, rimembranza del gioiello rinascimentale e simbolo lunare legato all&#8217;acqua e alla femminilità. </p>
 
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	<description>La Donna-Fiore, frequente soggetto dei gioielli di René Jules Lalique, fu presa dalla tradizione popolare.
Una collana, realizzata fra il 1898 ed il 1899 e, oggi, conservata al Museé des Arts[...]</description>
	
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	<item>
	<title>I gioielli Art Nouveu di Lucien Gaillard - Libellule</title>
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	<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 12:31:14 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/GaillardLucienLibelluleAmsterdam.jpg" class="left" border="0" width="432" height="345" alt="Gaillard Lucien - Libellule - Amsterdam" /><br clear="both" /><br />
L&#8217;interesse e la passione per la natura di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/02/i-gioielli-art-nouveu-di-lucien-gaillard-composizioni-floreali">Lucien Gaillard</a> (1861-1942, fra i maggiori nomi della <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/gioielli-vintage-lart-nouveau-in-francia-e-belgio">gioielleria Art Nouveau francese</a>) è evidente in una forcella per capelli del 1904 c.a, fra le opere più famose e raffinate da lui realizzate: due libellule che lottano sulla corolla di un fiore rosso smeraldo (l&#8217;oggetto è conservato, oggi, al Rijksmuseum di Amsterdam).</p>
<p>Come il maestro <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">René Lalique</a> (1860-1945), <strong>Gaillard</strong> fu infulenzato dall&#8217;arte nipponica, e per la sua realizzzazione si avvalse della collaborazione di artigiani giapponesi per tagliare finemente il corno fino a fare assumere alle ali degli animali un magnifico e realistico effeto di translucenza. </p>
<p>Come si può ammirare, i corpi e le zampe furono realizzati in oro, mentre  i loro colori furono ottenuti con smalto lavorato secondo il sistema champlevé (creando, vale a dire, un alveolo nel supporto, che è così riempito con pasta vetrosa prima di esser cotta) ed arricchiti, infine, con piccoli diamanti per dare luce ed un tocco prezioso.</p>
<p>l virtuosismo tecnico e lo straordinario cromatismo spiccano sul valore dei materiali stessi, che rimangono piuttosto modesti nel complesso.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100307123114"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100307123114?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100307123114" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100307123114&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F03%2Fi-gioielli-art-nouveu-di-lucien-gaillard-libellule"/></p>
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	<title>I gioielli Art Nouveu di Lucien Gaillard - Composizioni floreali</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:53:36 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>varie</category><category>gioielli art nouveau</category><category>gioielli gaillard</category><category>gioielli liberty</category><category>gioielli vintage</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Lucien Gaillard</strong> (1861-1942) è stato un orafo francese, ricordato, oggi, fra gli esponenti dell&#8217;<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-in-francia">Art Nouveau francese</a> nell&#8217;ambito del <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/gioielli-vintage-lart-nouveau-in-francia-e-belgio">gioiello</a>.<br />
Fu un figlio d&#8217;arte: alla sue spalle, infatti, vi era un&#8217;antica tradizione famigliare, la <strong>Maison Gaillard</strong>, fondata all&#8217;inizio dell&#8217;Ottocento dal nonno Amedée e proseguita con il padre Ernest, cui lo stesso <strong>Lucien</strong> succedette nel 1892. </p>
<p>Il giovane <strong>Lucien Gaillard</strong>, che al principio della carriera si era dedicato in particolar modo agli argenti, entrò a far parte del laboratorio del famoso orafo <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">René Jules Lalique</a> (1860-1945), da cui ricevette lo stimolo a specializzarsi nel gioiello, seguendone, perciò, anche le tracce artistiche. Un certo adombramento cui la figura di <strong>Gaillard</strong> fu sottoposta negli anni sucessivi si deve, in larga parte, proprio alla grandezza della figura di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">Lalique</a> stesso (più prolifico e famoso) anche se non sono mancate odierne rivalutazioni del suo operato, volte a rivedere l&#8217;autonomia del suo stile. </p>
<p>Fra le opere sicuramente più significative, in questo senso, si può ricordare i &#8220;<a href="http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/opere-commentate/cerca/commentaire.html?no_cache=1&#038;zoom=1&#038;tx_damzoom_pi1%5BshowUid%5D=109018">Biancospini</a>&#8221; (1902-1904 ca, oggi al Musée d&#8217;Orsay di Parigi), una forcella per capelli realizzata in quel <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/09/gioielli-art-nouveau-rene-lalique-parte-iii-fiori">corno</a> che <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">Lalique</a> stesso aveva prediletto nelle sue ricerche e sulla cui scia <strong>Gaillard</strong>, dunque, si pose, lasciando il proprio segno distintivo. Nel complesso, il fiore fu realizzato da <strong>Gaillard</strong> con grande semplicità e parsimonia di quei particolari che, in misura maggiore, avrebbero potuto superare l&#8217;impostazione essenziale, ottenuta dall&#8217;accostamento di tre foglie e tre fiori, sui quali l&#8217;artista si limitò a porre piccoli diamanti a fare da stami fra i petali di madreperla; un tocco di gocce d&#8217;oro bastò, infine, per ottenere lo straordinario realismo delle foglie che cominciavano, quà e là, a marcire. Con essenzialità, l&#8217;artista creava le forme definitive e complete. L&#8217;umiltà del fiore rappresentato era complementare alla povertà di valore dei materiali stessi. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100206125336"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100206125336?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100206125336" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100206125336&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F02%2Fi-gioielli-art-nouveu-di-lucien-gaillard-composizioni-floreali"/></p>
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	<description>Lucien Gaillard (1861-1942) è stato un orafo francese, ricordato, oggi, fra gli esponenti dell&amp;#8217;Art Nouveau francese nell&amp;#8217;ambito del gioiello.
Fu un figlio d&amp;#8217;arte: alla sue[...]</description>
	
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	<item>
	<title>“Le Jeu d&#039;Echarpe” e la scultura Art Nouveu di Agathon Léonard</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:40:34 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>arti_applicate</category><category>liberty-e-deco-in-francia</category><category>centrotavola vintage</category><category>opere agathon léonard</category><category>sculture art nouveau</category><category>sculture liberty</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/1LeJeudEcharpe.jpg" class="left" border="0" width="266" height="360" alt="Le Jeu d&#39;Echarpe" /><strong>Agathon Léonard</strong> (1841- 1923) è stato uno scultore nativo di Lille (Nord-Pas-de-Calais, al confine fra <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-in-francia">Francia</a> e <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-in-belgio">Belgio</a>); lavorò per la storica Manifattura di ceramiche Sévres, per conto della quale creò una serie composta da quindici statuine per centro tavola, denominata “<strong>Le Jeu d&#8217;Echarpe</strong>” (1900), grazie alla quale lo stesso <strong>Léonard</strong> è, oggi, meglio noto.<br />
La serie fu commissionata dal(l&#8217;allora) neo-direttore artistico della Manifattura, Alexander Sandierin, quale evoluzione di un precedente modello di ballerina in terracotta che <strong>Léonard</strong> aveva presentato al “Salon de la Société nationale des Beaux-arts” nel 1897. Nell&#8217;intenzione di Sandierin il gruppo di statue doveva servire alla Casa, che vantava una tradizione risalente alla metà del Settecento (e che è, tutt&#8217;ora, attiva), per presentarsi con rinnovato stile alla “Esposizione Universale” di Parigi del 1900; quest&#8217;ultimo evento, ricordiamo, è rimasto, ancora oggi, memorabile per la folta presenza dei più celebri artisti <strong>Art Nouveau</strong>: una ricchissima vetrina d&#8217;opere che sancì il successo dello stile fra il grande pubblico.<br />
I centrotavola di <strong>Léonard</strong> furono richiesti dal mercato fino ai tardi anni Venti: segno di un durevole apprezzamento, dunque, anche quando l&#8217;<strong>Art Nouveau</strong> stessa fu quasi del tutto dimenticata e subì pesanti contraccolpi per l&#8217;incedere delle nuove tendenze. </p>
<p>Gli esemplari della serie “<strong>Le Jeu d&#8217;Echarpe</strong>” presenti, oggi, sul mercato d&#8217;antiquariato e nei musei furono realizzati da <strong>Léonard </strong>in dimensioni e materiali diversi, ma i più diffusi rimangono le statue in biscuit (una particolare ceramica a base di caolino, così chiamata la preparazione cui è sottoposta nei forni di cottura); altri esemplari furono realizzati in bronzo dorato, bronzo e ceramica o argento e ceramica.<br />
Il soggetto è costituito da un gruppo danzatrici dai capelli raccolti in severi chignòn, vestite di abiti plissettati e dalle maniche larghe come a formare un fiore, nello stile di molti artisti <strong>Art Nouveau</strong> che abbinarono simbolicamente l&#8217;elemento femminile e floreale: una suona un flauto doppio, una il tamburello, una i sonagli, due danzano ed una (crediamo l&#8217;esemplare realizzato con maggior virtuosismo) fa volteggiare un velo sopra il capo; il dinamismo di cui le figure sono dotate ricorda qualcosa del collega francese <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/10/roul-francoise-larche-turbinanti-sculture-in-movimento">Raoul-Francoise Larche</a>, anche se, in confronto, le figure di <strong>Léonard</strong> possono risultare più stereotipate e rigide. </p>
<p>Un celebre esemplare in biscuit è ammirabile, oggi, al <a href="http://www.musee-orsay.fr">Musée d&#8217;Orsay</a> di Parigi (dove il visitatore può approfittare, fino a fine febbraio 2010, anche di una <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/08/art-nouveau-dans-le-musee-dorsay">mostra</a> dedicata all&#8217;<strong>Art Nouveau</strong> e al suo revival); qui, e affianco delle summenzionata statua sono visitabili dello stesso <strong>Léonard</strong> anche il rilievo in bronzo  “Sainte Cécile”, il busto “Adolescence” e il marmo “<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/02/la-divina-ebe">Ebe e l&#8217;Acquila</a>”.  </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/LeJeudEcharpe_02.jpg" class="left" border="0" width="432" height="335" alt="Le Jeu d&#39;Echarpe" /><br clear="both" /></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100206124034"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100206124034?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100206124034" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100206124034&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F02%2F%25e2%2580%259cle-jeu-decharpe%25e2%2580%259d-e-la-scultura-art-nouveu-di-agathon-leonard"/></p>
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	<description>Agathon Léonard (1841- 1923) è stato uno scultore nativo di Lille (Nord-Pas-de-Calais, al confine fra Francia e Belgio); lavorò per la storica Manifattura di ceramiche Sévres, per conto della quale[...]</description>
	
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	<title>La divina Ebe</title>
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	<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:39:10 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>liberty-e-deco-in-francia</category><category>ebe agathon léonard</category><category>ebe antonio canova</category><category>ebe françois rude</category><category>sculture art nouveau</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/EbeAntonioCanova_18161817.jpg" class="left" border="0" width="192" height="360" alt="Ebe - Antonio-Canova_1816-1817" />Secondo la mitologia greca <strong>Ebe</strong> (o <strong>Hébé</strong>, in francese) è la dea della giovinezza, figlia di Zeus ed Era, menzionata nell&#8217;Iliade come sposa di Eracle; fu ribattezzata “Juventas” (“giovinezza” in latino, appunto) dai romani, i quali affidavano a lei i giovani che assumevano la toga virile per entrare nel mondo degli adulti. In terra ellenica un tempio eretto a suo nome si trovava a Flio, mentre, in area latina, un&#8217;edicola a lei dedicata fu collocata nel Tempio di Giove Ottimo Massimo, al Campidoglio (fonte: Wikipedia).</p>
<p>Al termine dell&#8217;epoca antica, la figura di <strong>Ebe</strong> subì un totale oscuramento a causa del mancato riutilizzo con cui i cristiani erano soliti riproporre, attraverso nuovi significati, le figure dell&#8217;antico pantheon per rendere la loro religione più familiare alle persone da convertire (sorte riservata ebbe in tal senso, invece, il fratello Ares / Marte, che divenne San Marziano martire). </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/PiereGobertRitrattodellaDuchessadiModenacomeEbe.jpg" class="left" border="0" width="203" height="250" alt="Piere Gobert - Ritratto della Duchessa di Modena come Ebe" />Solo nel Settecento, la figura di <strong>Ebe</strong> tornò a circolare nuovamente, grazie alla ritrattistica e, in particolar modo, alla pittura allegorica: di gran moda divennero, infatti, nelle corti europee le immagini di dame rappresentate nelle vesti dell&#8217;antica divinità, di cui si voleva indicarne le qualità di bellezza, grazia e giovinezza (come nell&#8217;esempio di Piere Gobert, “Ritratto della Duchessa di Modena”), ma frequenti furono anche, in età napoleonica, le immagini allegoriche in cui fu rappresentata slegata dalle effigi di una persona particolare. Da questo punto in avanti, tuttavia, <strong>Ebe</strong> (s)comparve nuovamente: sempre più di rado, fu recuperata dal repertorio iconografico classico come un tema erudito e insolito con cui si voleva richiamare l&#8217;antichità. </p>
<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/EbeFranoisRudeMusedesBeauxArtsdeDijon.jpg" class="left" border="0" width="130" height="250" alt="Ebe - Fran&Atilde;&sect;ois Rude - Mus&Atilde;&copy;e des Beaux-Arts de Dijon" />L&#8217;iconografia usuale della dea la vede nell&#8217;atto di versare nettare da una brocca, ora verso il marito, ora verso il padre rappresentato nelle varianti zoomorfe di cigno o di aquila (di fianco, l&#8217;esempio di François Rude (1784-1855) al Museo delle Belle Arti di Digione).<br />
Una delle immagini più celebri dell&#8217;età moderna fu scolpita nel 1816 da Antonio Canova (1757-1822) in marmo bianco ed è, oggi, conservata a Forlì (sopra) - quarta versione del modello realizzato, per la prima volta, nel 1796 e di cui esiste anche un esemplare in gesso al Museo di Civico di Milano. Canova rappresentò la dea mentre avanza con passo leggero e lievemente inarcata in avanti, nell&#8217;atto di servire i convitati di un invisibile banchetto olimpico, al quale ella rivolge lo sguardo.<br />
<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/02/“le-jeu-decharpe”-e-la-scultura-art-nouveu-di-agathon-leonard">Agathon Léonard</a> (1841-1923), fra i maggiori esponenti dell&#8217;<strong>Art Nouveau</strong> in scultura, immaginò invece la dea (1897) nel tradizionale atto e con l&#8217;elegante compagnia del cigno-Zeus; più slanciata, ma meno sontuosa che quella di Canova, la statua subì numerose peripezie, che le costarono un braccio. Oggi, l&#8217;<a href="http://www.musee-orsay.fr/it/collezioni/catalogo-delle-opere/resultat-collection.html?no_cache=1&#038;zoom=1&#038;tx_damzoom_pi1%5Bzoom%5D=0&#038;tx_damzoom_pi1%5BxmlId%5D=006784&#038;tx_damzoom_pi1%5Bback%5D=it%2Fcollezioni%2Fcatalogo-delle-opere%2Fresultat-collection.html%3Fno_cache%3D1%26zsz%3D9">opera</a> è conservata al <a href="http://www.musee-orsay.fr">Musée d&#8217;Orsay</a> assieme ad altri esemplari dell&#8217;artista.  </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100206123910"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100206123910?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100206123910" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100206123910&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F02%2Fla-divina-ebe"/></p>
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	<description>Secondo la mitologia greca Ebe (o Hébé, in francese) è la dea della giovinezza, figlia di Zeus ed Era, menzionata nell&amp;#8217;Iliade come sposa di Eracle; fu ribattezzata “Juventas”[...]</description>
	
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	<title>René Jules Lalique – Biografia (Pt. II)</title>
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	<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 11:58:20 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>arti_applicate</category><category>i_protagonisti</category><category>gioielli art nouveua</category><category>gioielli lalique</category><category>gioielli vintage</category><category>rené lalique biografia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/RenLaliqueconAugustineAliceLedru.png" class="left" border="0" width="432" height="271" alt="Ren&Atilde;&uml; Lalique con Augustine Alice Ledru" />(Prosegue dalla <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">Parte I</a>)&#8230; Il vetro stesso si spostò, dagli ultimi anni del Novecento, al centro dell&#8217;attenzione di <strong>Lalique</strong>, che, nel 1893, partecipò ad un concorso organizzato dall’Union Centrale des Arts Decoratifs, ottenendo un secondo premio per i suoi vetri Chardon e una medaglia con menzione speciale per le brocche denominate “Satyr”. L’anno seguente espose, per la prima volta, anche al “Salon de la Société des Artistes Français”, divenendone membro fino al 1911, e nel 1897 all’Exposition Universelle di Bruxelles, dove si aggiudicò il primato e ricevette il riconoscimento della Croce di Cavaliere nell’Ordine della Legion d’Onore. Alla storica Esposizione Universale di Parigi del 1900, lo stand di <strong>Lalique</strong> fu fra i più visitati, mentre aveva già iniziato a creare gioielli per conto di celebri committenti: artisti di fama, come <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/08/gioielli-art-nouveau-rene-lalique-parte-i-la-medaglia-della-diva">Sarah Bernhardt</a> (abile, sicuramente, nel riconoscere e usare a suo favore il talento, come mostrano anche gli esempi di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/07/gioielli-dal-passato.-parte-i-un-bracciale-a-forma-di-serpente">Alphons Mucha</a> ed <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/12/eugene-samuel-grasset-biografia">Eugéne Samuel Grasset</a>) e mecenati, come Calouste Gulbenkian; anche Siegfried Bing, padre della storica Maison dell’Art Nouveau di Parigi, fece realizzare da Lalique articoli per la sua galleria. </p>
<p>L&#8217;attività espositiva di <strong>Lalique</strong> non si fermò: nel 1902 (anno dell&#8217;apertura  di un nuovo atelier-abitazione) partecipò al Salone Internazionale delle Arti Decorative di Torino, e l&#8217;anno successivo al Salon d’Automne (dove continuerà ad esporre regolarmente fino al 1935); nel 1904 partecipò, invece, alla Fiera Mondiale di Saint Louis.</p>
<p>Il 1908 fu l&#8217;anno di una nuova serie di oggetti: tre anni prima <strong>Lalique</strong>, infatti, aveva aperto un negozio al dettaglio in Place Vendôme, accanto alla boutique di François Coty, con il quale iniziò una collaborazione nella quale <strong>Lalique</strong> creava flaconi di profumo di grande bellezza, che Coty poteva, in seguito, vendere a prezzi abbordabili; questi oggetti segnarono una piccola rivoluzione nell&#8217;ambito dei profumi. Per Coty, <strong>Lalique</strong> contribuì anche alla progettazione del nuovo negozio al numero 712 della 5th Avenue, disegnandone le finestre che, ancora oggi, sono visibili.<br />
<strong>Lalique</strong> ideò, dopo Coty, ancora numerosi e differenti tipi flaconi per profumi: anche per D&#8217;Orsay, Guerlain, Houbigant, Worth, Rogeret et Gallet, Forvil, e non smise di evolvere le proprie tecniche vetrarie, mutuandole dal settore vinicolo e farmaceutico; nel 1911, partecipò nuovamente all’Esposizione delle Arti Decorative di Torino e, per la prima volta, al Salon della Société Nationale des Beaux-Arts, interamente consacrata al vetro. </p>
<p>Da questo punto in avanti, il <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/09/gioielli-art-nouveau-rene-lalique-parte-iv-opere-in-vetro-fra-liberty-e-deco">vetro</a> divenne la sua unica occupazione, abbandonando definitivamente i gioielli. Il suo stile, anche in questo caso, fu unico e personale, ma anche imitatissimo e copiato, svolgendo una notevole influenza per altri artisti ed imprese quali Sabino, Etling, D&#8217;Avesn, Genet &#038; Michon, Phoenix Art Glass Company, James A. Jobling.</p>
<p>Nel 1918, dai laboratori di Coms-la-Ville iniziarono ad uscire vetri destinati ad ospedali e industrie farmaceutiche e, nel 1921, un altro laboratorio a Wingen-sur-Moder (che impiegò fino a 600 dipendenti) fu aperto anche per i prodotti in cristallo. Partecipò, ancora, a lavori di decorazione degli interni dei transatlantici francesi (Paris, De Grasse, Ile-de-Framce e Normandie), e del celebre convoglio ferroviario Orient Express. Nel 1925, invece, <strong>Lalique</strong> inaugurò la stagione dell&#8217;Art Déco, realizzando la decorazione d&#8217;interni ed il padiglione in vetro Sèvres all’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes di Parigi.<br />
Lo stesso anno, la terza moglie Marie Anère (Augustine-Alice Ledru era morta nel 1909), diede a Lalique un altro figlio, Jean Raymond, e, due anni dopo, Renée Jeanne Georgette. </p>
<p>Sempre nel 1925 <strong>Lalique</strong> prestò la propria mano al settore automobilistico, disegnando i tappi del radiatore per la Citroën, piccole sculture di vetro, cui fecero seguito Bentley, Bugatti, Hispano-Suiza, Rolls Royce e Voisin; fra i committenti di questi oggetti vi fu anche Adolf Hitler per la propria autovettura. Nel 1926 fu la volta delle vetrate per la Chiesa di San Nicasio, a Reims, delle decorazioni di un nuovo negozio Worth a Cannes e della galleria del Lido sugli Champs- Élysées; iniziò, nello stesso anno, la produzione di vasi, coppe e statuette in vetro satinato. Nel 1932, realizzò le fontane del Rond-Point sugli Champs- Élysées, le porte principali del salone del Palazzo del Principe Asaka Yasuhiko a Tokyo, la decorazione della Chiesa St.Matthieu a St.Helier (Isola di Jersey, Gran Bretagna). Un nuovo negozio, in rue Royale a Parigi (la stessa della <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/07/gioielli-dal-passato.-parte-ii-la-dama-verde-ed-il-pavone">boutique</a> del rivale <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/07/gioielli-dal-passato.-parte-ii-la-dama-verde-ed-il-pavone">Georges Fouquet</a>), fu aperto nel 1935.</p>
<p>Come per molti suoi colleghi, la Seconda Guerra Mondiale causò una notevole sofferenza all&#8217;impresa di <strong>Lalique</strong>, malgrado il successo commerciale ed artistico ottenuto: la fabbrica di Wingen-sur-Moder  dovette chiudere e fu occupata, dal 1939, per sei anni. Dopo la sua morte, avvenuta il 5 maggio del 1945, la produzione passò in mano al figlio Marc.<br />
La pronipote Marie-Claude prosegue, ancora oggi, la tradizione.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100117115820"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100117115820?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100117115820" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100117115820&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Frene-jules-lalique-%25e2%2580%2593-biografia-pt.-ii"/></p>
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	<description>(Prosegue dalla Parte I)&amp;#8230; Il vetro stesso si spostò, dagli ultimi anni del Novecento, al centro dell&amp;#8217;attenzione di Lalique, che, nel 1893, partecipò ad un concorso organizzato[...]</description>
	
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	<title>René Jules Lalique – Biografia (Pt. I)</title>
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	<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 11:54:54 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>arti_applicate</category><category>i_protagonisti</category><category>gioielli art nouveua</category><category>gioielli lalique</category><category>gioielli vintage</category><category>rené lalique biografia</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/RenJulesLalique.png" class="left" border="0" width="237" height="250" alt="Ren&Atilde;&copy; Jules Lalique" /><strong>René Jules Lalique</strong> nacque il 6 aprile 1860 ad Ay, un piccolo villaggio della Marna, nella regione dello Champagne; il padre, un agente di commercio, si trasferì poco tempo dopo con la famiglia nella periferia parigina. <strong>René</strong> tornò frequentemente durante le vacanze estive nel piccolo paese, mostrando anche durante tutta la vita un attaccamento particolare per la sua regione natale. </p>
<p>Presso il collegio Turgot, il giovane iniziò lo studio di disegno con Jean-Marie Leguien, apprendendo nel frattempo le tecniche della gioielleria, che approfondì presso l’Ecole des Arts Decoratifs di Parigi.<br />
Nel 1876, in seguito alla morte del padre, <strong>Lalique</strong> svolse il proprio apprendistato presso Louis Aucoc, uno dei più richiesti gioiellieri di lusso di Parigi e, sotto la sua tutela, acquisì un’esperienza manuale  che gettò le basi del lavoro sul materiale grezzo. </p>
<p>Nel 1878, <strong>R. Lalique</strong> si trasferì oltre la Manica per proseguire il proprio apprendistato; a Londra, presso il Sydenham College, rimase per due anni, durante i quali si dedicò a coltivare le proprie qualità di disegnatore sviluppando uno stile naturalista, che divenne, più tardi, la sua firma di gioielliere.<br />
Tornato a Parigi nel 1880, egli lavorò in qualità di disegnatore di gioielli per conto di un parente, M. Vuilleret, in rue de Santonage, e l&#8217;anno successivo per Auguste Petit, continuando nel frattempo un&#8217;attività indipendente; sviluppato già un proprio, maturo, stile personale ed in linea con la nascente Art Nouveau, Lalique propose i suoi disegni alle Maison di Aucoc, Boucheron, Cartier, Destape, Gariod, Hamelin, Jacta. </p>
<p>Nel 1884, fondò con un socio l&#8217;impresa “<strong>Lalique &#038; Varenne</strong>”, situata in rue de Vaugirard ed espose i propri disegni al “Salon National des Arts Industriels”, organizzato nella Sala della Nazioni del Louvre in occasione della presentazione dei Gioielli della Corona. L&#8217;anno seguente rilevò anche l’atelier di Jules Destapes per fabbricare le proprie creazioni - monili  realizzati con materiali nuovi e, spesso, anche poco costosi, come gli <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/09/gioielli-art-nouveau-rene-lalique-parte-ii-libellule">smalti traslucidi</a>,  pietre semi-preziose quali avorio e pietre dure, incontrando un notevole successo di pubblico; la scelta di puntare sul design, assecondando le scelte dei materiali alle esigenze artistiche anziché al valore lucrativo in sé, si era rivelato evidentemente, oltre che rivoluzionario nella storia del gioiello, fortunato. </p>
<p>Nel 1886, <strong>Lalique</strong> sposò la prima moglie, Marie-Louise Lambert, ma il matrimonio durò poco e, appena nel 1891, convolò in seconde nozze con Augustine-Alice Ledrau, figlia dello scultore Auguste Ledrau. La loro figlia, Suzanne, nacque nel 1892 e ad essa fece seguito il maschio Marc, nel 1900, mentre l&#8217;unica figlia avuta con la Lambert morì prematuramente nel 1910. Intanto, nel 1889, all’Esposizione Universale di Parigi la prestigiosa società “Vever &#038; Boucheron” espose in maniera anonima pezzi creati da lui e, due anni dopo, egli aprì una propria boutique; nei propri gioielli <strong>Lalique</strong> cominciò, in questo stesso periodo, ad utilizzare la pasta di vetro quale materiale privilegiato. (Prosegue alla <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-ii">Parte II</a>)</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100117115454"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100117115454?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100117115454" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100117115454&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Frene-jules-lalique-%25e2%2580%2593-biografia-pt.-i"/></p>
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	<description>René Jules Lalique nacque il 6 aprile 1860 ad Ay, un piccolo villaggio della Marna, nella regione dello Champagne; il padre, un agente di commercio, si trasferì poco tempo dopo con la famiglia nella[...]</description>
	
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	<title>Gioielli Vintage: Secessionismo in Germania e Austria</title>
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	<pubDate>Sat, 09 Jan 2010 08:21:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>arti_applicate</category><category>jugendstil_in_wien</category><category>liberty-e-deco-in-germania</category><category>gioielli art nouveau</category><category>gioielli jugenstil</category><category>gioielli liberty</category><category>opere hoffmann</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/JHoffmannSpilla1908_01.jpg" class="left" border="0" width="242" height="250" alt="J Hoffmann - Spilla - 1908" />La gioielleria tedesca del periodo <strong>Art Nouveau</strong> (Fine ottocento - Inizio Novecento) fu caratterizzata, in generale, da un profilo sicuramente più economico che i più esclusivi esemplari <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/gioielli-vintage-lart-nouveau-in-francia-e-belgio">francesi e belgi</a>.<br />
In compenso, così come avvenne nelle altre nazioni, la produzione dei monili seguì le peculiari tendenze delle correnti artistiche che, contemporaneamente, si sviluppavano nel paese: il carattere decorativo astratto, se non decisamente geometrico, dei monili può infatti ricordare da vicino le esperienze del <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/jugendstil_in_wien">Secessinismo austriaco</a> e <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-in-germania">tedesco</a>. Lo stesso Josef Hoffman (1870-1956), padre fondatore della Wiener Werkstatte, fu autore di alcuni gioielli nel suo tipico stile basato sulla figura cubica/quadrata, semplice, privo di fronzoli. </p>
<p>L&#8217;impresa anglo-tedesca &#8220;Murrle, Bennet &#038; Co&#8221; fu la principale impresa specializzata nel disegno e produzione di monili rivolti ad un grande pubblico e venduti anche tramite catalogo; la fabbricazione si avvalse della collaborazione del gioielliere Theodor Fahrner (1868-1928), che aveva sede operativa a Pforzheim, in <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-in-germania">Germania</a>. La scelta commerciale della &#8220;Murrle&#8230;&#8221;, fu d&#8217;ispirazione in <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-nel-regno-unito">Inghilterra</a> anche per  Sir Arthur Lasenby Liberty, che adottò lo stesso sistema produttivo e distributivo, contribuendo, perciò, a divulgare lo stile ed il gusto Nouveau presso le masse.<br />
Fra i designer di spicco si ricordano Patriz Huber (1878-1902), Ernst Riegel (1871-1939), Georg Kleemann (1863-1932), Max Joseph Gradl (1873-1934) e Franz Boeres (1872-?).</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100109082127"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100109082127?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100109082127" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100109082127&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Fgioielli-vintage-secessionismo-in-germania-e-austria"/></p>
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	<description>La gioielleria tedesca del periodo Art Nouveau (Fine ottocento - Inizio Novecento) fu caratterizzata, in generale, da un profilo sicuramente più economico che i più esclusivi esemplari francesi e[...]</description>
	
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	<title>Gioielli Vintage: Modernismo nel Regno Unito e Stati Uniti </title>
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	<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 19:49:27 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Emanuele Lazzarin</dc:creator>
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    <category>arti_applicate</category><category>liberty-e-deco-nel-regno-unito</category><category>liberty-e-deco-negli-stati-uniti</category><category>gioielli art nouveau</category><category>gioielli liberty</category><category>gioielli vintage</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/CRAshbeePendentepercollana.jpg" class="left" border="0" width="256" height="432" alt="C R Ashbee - Pendente per collana" />In <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-nel-regno-unito">Inghilterrra</a> il nome di Sir Arthur Lasenby Liberty (1843-1917) primeggiò nell&#8217;ambito dei gioielli, ma anche in quello degli argenti e degli oggetti in peltro (le linee, rispettivamente, &#8220;Cymric&#8221; e &#8220;Tundric&#8221;), declinati spesso anche alle capacità economiche del pubblico più ampio. Liberty era un mercante dotato di un ottimo intuito per gli affari e per la direzione stilistica da intraprendere, contribuendo di riflesso a diffondere lo stile ed il gusto francesi Art Nouveau presso le masse.<br />
I più rinnomati e conosciuti designer di gioielli, che lavoranono per Liberty, furono Archimbald Knox 1864-1933) e Fred Partridge (1877-1942), mentre molti altri oggetti sono rimasti senza nome dell&#8217;autore.<br />
Knox disegnò gioielli fra i più caratteristici, poiché mischiavano le linee moderne ed eleganti dello stile Art Nouveau con quelle della tradizione celtica dell&#8217;entrillac (la tipica decorazione complessa e labirintica di questo popolo antico), proseguita anche con gli oggetti d&#8217;arredo.<br />
Più vicina allo stile francese puro di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">Lalique</a>, fu invece la produzione di Partridge, raro esempio d&#8217;oltremanica di questa formula, che fu generalmente vista con diffidenza e bollata. </p>
<p>Dai laboratori della &#8220;Guild &#038; School of Handicrafts&#8221; provengono altri interessanti oggetti di gioielleria. Charles Robert Ashbee (1863-1942), fondatore del movimento &#8220;Arts &#038; Crafts&#8221; e della summenzionata &#8220;Guild&#8221;, &#8220;Corporazione&#8221; di artigiani basata sui principi socialisti di Morris e <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/12/john-ruskin-“la-tendenza-dominante-di-questeta-e-sciupare-il-genio-in-opere-deperibili”">Ruskin</a>, disegnò spille, fermagli, collane in argento, pietre e smalti, realizzati sucessivamente da altre persone con metodi di realizzazione artigiana, come volevano i principi della &#8220;Guild&#8221;. Una scelta, quest&#8217;ultima, sicuramente economicamente svantaggiosa rispetto alla produzione di tipo industriale di Liberty o dei tedeschi &#8220;Murrle, Bennet &#038; Co&#8221;, che qualitativamente non apparivano da meno. </p>
<p>In <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-nel-regno-unito">Scozia</a> si può ricordare, invece, l&#8217;esempio di Charles Rennie Mackintosh (1868-1928), eclettico artista fra i più noti del modernismo anglosassone, noto per le architetture (come la &#8220;<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/09/scuola-darte-di-glasgow">Scuola d&#8217;Arte di Glasgow</a>&#8220;) ed il design di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/06/arredare-una-sala-con-il-modern-style">mobili</a>, ma incline anche al fascino dei gioielli. I suoi monili preservano il mededimo stile adoperato altrove: astratto, nervoso ma controllato, dalle forme tendenzialmente dritte e sottili. Ancora oggi, le sue riproduzioni sono diffuse e hanno un curioso commercio on-line.<br />
Dalla scuola di Macintosh (il cosiddetto &#8220;Gruppo dei Quattro&#8221;, fondato assieme a  Margaret e Frances Macdonald, ed Herbert MacNair) provenne anche Jessie M. King (1870-1949), designer che passò a servizio di Liberty, producendo per lui fra i migliori e più belli esemplari di gioiellieria dell&#8217;isola. </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/1"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/thn_1CRAshbeePendentepercollana.jpg" alt="C R Ashbee - Pendente per collana" width="77" height="130" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/2"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/thn_2CRAshbeeSpilla.jpg" alt="C R Ashbee - Spilla" width="130" height="120" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/3"><img class="gallerythumb" src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/thn_3CRAshbeeSpilla.jpg" alt="C R Ashbee - Spilla" width="130" height="130" /></a></p>
<p>Negli <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/liberty-e-deco-negli-stati-uniti">Stati Uniti</a>, infine, ricordiamo il nome di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/10/louis-comfort-tiffany.-biografia-la-tiffany-co">Louis Comfort Tiffany</a> che, sebbene avesse lasciato al design di gioielli un posto secondario nella propria produzione (concentrata sul quello di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/11/louis-comfort-tiffany.-biografia-il-vetro-opalescente">oggetti in vetro</a>), non mancò di realizzare per la gioielleria paterna, la storica &#8220;<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/10/louis-comfort-tiffany.-biografia-la-tiffany-co">Tiffany &#038; Co</a>&#8220;, alcuni fra gli oggetti più interessanti dell&#8217;epoca precendete all&#8217;ondata Déco. Divenuto direttore artistico e presidente della summenzionata società alla morte del padre fondatore, Tiffany realizzò anche una propria linea di oggetti in bronzo e rame.<br />
Sempre dalla &#8220;<a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/10/louis-comfort-tiffany.-biografia-la-tiffany-co">Tiffany &#038; Co</a>&#8221; provenne la personalità di maggior spicco dell&#8217;oreficeria statunitense primo-novecentesca: Herman Marcus (1828-1899). Nel 1892, egli fondò un&#8217;impresa con il filgio William a New York ed in rivalità con la <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2009/10/louis-comfort-tiffany.-biografia-la-tiffany-co">Tiffany</a>, la &#8220;Marcus &#038; Co&#8221;, e per essa realizzò gioielli in oro o platino, smaltati o decorati con gemme, che ricordano l&#8217;esperienza francese di <a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/interventi/2010/01/rene-jules-lalique-–-biografia-pt.-i">Lalique</a>, pur distinguendosi per un tocco più leggero e delicato. I suoi gioielli furono considerati esemplari unici di raffinata bellezza, che fiorirono sui corpi delle donne newyorkesi e sancirono, così, il suo successo. La sua impresa visse fino al 1962.   </p>
<p><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/4"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/thn_4LouisComfortTiffanyAnelloDiamantegiallosmeraldooro1900.jpg" alt="Louis Comfort Tiffany - Anello - Diamante giallo, smeraldo, oro - 1900" width="97" height="130" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/5"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/thn_5LouisComfortTiffanyCollanainoroametistaenephrite_1906.jpg" alt="Louis Comfort Tiffany - Collana in oro, ametista e nephrite_1906" width="104" height="130" /></a><a href="http://guide.supereva.it/liberty_e_deco/galleria/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/6"><img class="gallerythumb"  src="http://static.blogo.it/guide/liberty_e_deco/gioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti/thn_6LouisComfortTiffanyCollanainplatinoezaffiridelMontanaconpendente1910ca.jpg" alt="Louis Comfort Tiffany - Collana in platino e zaffiri del Montana con pendente - 1910 ca" width="94" height="130" /></a></p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20100105194927"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20100105194927?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20100105194927" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20100105194927&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fliberty_e_deco%2Finterventi%2F2010%2F01%2Fgioielli-vintage-modernismo-nel-regno-unito-e-stati-uniti"/></p>
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	<description>In Inghilterrra il nome di Sir Arthur Lasenby Liberty (1843-1917) primeggiò nell&amp;#8217;ambito dei gioielli, ma anche in quello degli argenti e degli oggetti in peltro (le linee, rispettivamente,[...]</description>
	
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