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Ernesto Basile - Parte I: Biografia

Ernesto Basile (1857-1932) fu uno dei protagonisti della stagione del modernismo italiano, la cui produzione fu caratterizzata da una singolare capacità progettuale architettonica e da un’eccezionale resa grafica, tanto da esser stato, fra splendidi arredi d'interni e d'esposizioni, anche un significativo promotore delle arti decorative moderne in Italia.

Ernesto BasileNato a Palermo nel 1857, docente di Architettura Tecnica presso gli Atenei di Roma (negli anni Ottanta dell’800) e di Palermo (a partire dai Novanta, succedendo al padre Giovan Battista Filippo), dedicò i suoi studi, oltre che alle sperimentazioni europpe allora in corso, alle architetture rinascimentale, araba e normanna, caratteristiche della Sicilia.
Come architetto egli fu attivo nella città natale, oltre che in molti altri centri urbani siciliani, e realizzando, infine anche a Roma, alcune significative opere (come il Palazzo della Camera dei Deputati a Montecitorio, una delle più impegnative della sua carriera). Maturo ma originale, ben ancorato ad una tradizione siciliana della ricerca di “nuovi sistemi di architettura” (ricerca trasmessagli dal padre), Ernesto Basile fu, fin dal suo esordio, fortemente rivolto all’innovazione e al confronto con la più avanzata cultura internazionale: ne furono esemplificativi già i suoi progetti romani degli anni ‘80 dell’Ottocento (redatti in occasione della partecipazione ai grandi concorsi per le sedi istituzionali della nuova capitale d’Italia) e le realizzazioni siciliane del decennio che seguì, oltre che la trattatistica e le pubblicazioni, nei quali profilò, in sede teorica e avvalendosi di schizzi e disegni, le proprie idee innovative. Oggi, è considerato fra i primi esponenti del Liberty italiano.

Distintosi presto fra la critica internazionale, Basile raggiunse fama nel periodo compreso fra il 1899 ed il 1907.
I suoi modi architettonici erano, allora, improntati al principio della progettazione integrale, che esercitò anche in diversi settori delle arti applicate e, specie, con una considerevole preponderanza nel campo dell’arredo (tendenza che lo porterà al felice sodalizio con il celebre mobilificio palermitano Golia-Ducrot, e - dicevamo - improntati all’ideale estetizzante (insito nel primo) del pareggiamento delle arti.
In nome di questi principi, egli coinvolse i migliori artisti palermitani nella realizzazione di alcune delle più significative espressioni italiane di Opera d’Arte Totale; fra i suoi più assidui collaboratori, vi furono: gli scultori Antonio Ugo e Gaetano Geraci, ed i pittori Ettore De Maria Bergler, Giuseppe Enea, Rocco Lentini, Luigi Di Giovanni, Michele Cortegiani e Salvatore Gregorietti.

Anagraficamente più anziano degli altri protagonisti del Liberty (un fenomeno artistico in leggero ritardo che in altri paesi), Basile operò con autorevolezza accademica nel tentativo di promuovere un movimento di rinnovamento in Italia, sostenendolo fin nelle sue prime espressioni, e dando vita ad una Scuola del “progetto moderno”.
La sua Scuola divenne tuttavia, già dagli anni Venti, un indirizzo quasi di maniera, e che finì per isolarsi dai nuovi orientamenti della cultura architettonica internazionale; un processo parallelo, in fondo, alle sorti della società civile siciliana fra le due guerre, dei cui fasti all’età dei Florio e del sogno imprenditoriale e internazionalista palermitano, proprio Basile era un stato fine interprete.

Villa Igea - Palermo