René Jules Lalique (1860-1945) dominò, in Francia, l’ambito del gioiello fra la fine dell’800 ed il primo ‘900, e fu uno dei più raffinati realizzatori ed innovatori delle arti decorative. Dotato di straordinaria libertà compositiva e d’inclinazione a preferire materiali originali a quelli più preziosi e tradizionali, si dinstinse, in un primo tempo, per le creazioni di gioielli ad immagine di fiori, serpenti ed insetti, spesso dotati di un raffinato simbolismo che evocava l’idea inquietante di una femminilità sensuale e pericolosa - secondo il modello di molti artisti “nouveau” dell’epoca. Fondamentali furono, a riguardo, l’incontro con l’attrice Sarah Bernhardt (come fu per Mucha), dalla quale ricevette una spinta alla notorietà, e l’Esposizione Universale del 1900 (durante la quale presenziò affianco delle prime personalità dell’arte vetraria, come Gallé, i fratelli Daum, Tiffany); l’evento gli valse i primi più importanti successi davanti al grande pubblico, e si narra che gli aristocratici di mezza Europa fecero a gara per aggiudicarsi i monili.
Dai primi del ‘900 (e, ora, entriamo nella seconda fase della sua carriera), Lalique si specializzò nella lavorazione del vetro, prima sempre legato alla produzione d’oreficeria artigianale, poi, nel tempo e fino alla morte, a quella vetraria industriale.
Quella che segue è una medaglia in avorio con il volto di Sarah Bernhardt (del 1896), esemplare unico in questo materiale, fra varie copie in argento e prodotte per il trentesimo anniversario della carriera dell’attrice; le effigi della donna non furono riprodotte dal vero, ma prese a modello da un ritratto del pittore Walter Spindler, in pastello e sanguigna, del 1894. La medaglia fu un omaggio (come è tutt’ora visibile nella dedica sul retro della medaglia) al pittore, amico di Lalique ed amante della Bernhardt, Georges Clairin.
Colpisce nell’oggetto l’estrema finezza della realizzazione glittica, per la quale la forma delle ciocche si combina in modo impercettibile con il candido avorio, quasi fossero un’increspatura naturale del materiale. Oggi, la medaglia è conservata al Museo d’Orsay, assieme ad altri oggetti dell’artista - un papavero, una brancorsina, ed un flacone di profumo… (prosegui)
Per un approfondimento sulla vita e sulle imprese commerciali di Lalique si rimanda all’apposito articolo.

Emanuele Lazzarin











