Fra i gioeilli di fine ‘800, spicca per (inquietante) fascino una Spilla a forma di Libellula (1897-1898, ora al Museo Calouste Gulbelkian di Lisbona), realizzata in oro e smalto, e coperta sulle ali di gemme per trasmettere il loro colore cangiante. Da notare, oltre alla combinazione geniale dei materiali, che le ali ed il busto sono mobili, permettendo loro, così, di spostarsi assieme al corpo della persona che indossa la grande spilla.
A colpire è, soprattutto, il tema fantastico dell’animale che si trasforma, miracolasamente, in un donna nuda - scolpita, per l’occasione, in verde crysophrase; un’immagine erotica, che rimanda alla Femme Fatal per l’aggressività ed il senso di pericolo latente, come esprimono gli artigli dorati -elemento certo più adatto a caratterizzare la figura, che non rappresentarla naturalisticamente.
Fra le numerose (e più rassicuranti) varianti del tema, possiamo ricordare la Collana con pendente, in oro e smalto, del 1899-1900 c.a (presente nella Collection Communauté de Communes du Pays de la Petite) o la Spilla in oro, topazio e diamanti del 1904-1905 (Quimper, collection du musée des Beaux-Arts).
Una tecnica utilizzata frequentemente da Lalique per creare le ali degli insetti era quella del “plique-à-jour”: dopo aver creato sopra un fondo di metallo un alveolo di fascette metalliche, l’orafo riempiva gli spazi con smalto translucido che, una volta tolto il supporto, creava un effetto simile al vetro colorato.
La libellula è una figura frequente nell’Art Nouveau, ma anche nella cultura Giapponese: con i suoi colori stupefacenti rappresenta, sovente, la speranza di gioia e la presenza di una forza forte nella vita dell’uomo. .. (torna all’articolo precedente) (prosegui)

Emanuele Lazzarin












