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Gioielli Art Nouveau: René Lalique (Parte IV: Opere in vetro, fra Liberty e Déco)

A voi un breve percorso fra le opere e le tappe principali della carriera dell'orafo e vetraio francese, degno di menzione fra i grandi dell'Arte Contemporanea.

Ren�© Lalique - Suzanne
René Lalique (1860-1945), figura storica dell’oreficeria francese a cavallo fra i due secoli passati, si interessò, dal 1890, anche alla lavorazione del vetro - prima, da coadiuvare alla sua produzione orafa, fino a che divenne nella tarda maturità la sua prima occupazione e giro d’affari, tanto che avviò un processo di lavorazione industriale nell’impresa che sarà proseguita, anche dopo la morte, dal figlio Marc.
Un esempio della prima produzione è un “Vaso di Cigni” del 1898 (ora, in Israele - collezione Shai Bandmann), in vetro opalino soffiato e montatura in argento, ancora decisamente legato allo stile Art Nouveau con il suo intrigo di linee curve ed i motivi decorativi animali che si ripetono.
Questo tipo di rappresentazione ha qualcosa di Escher…

Nel 1902, con l’apertura di un nuovo atelier a Clairefontaine, la produzione di vasi di vetro e coppette, cominciata negli anni precedenti, assunse i primi aspetti industriali con una particolare lavorazione a stampo o a soffio per mezzo di un compressore, lasciando la parte artigianale alla rifinitura, smaltatura, patinatura - spesso eseguita con l’utilizzo di colori diversi per lo stesso modello. Negli anni, la gamma di opere prodotte divenne assai ricca, grazie agli oggetti da illuminazione (lampade da tavolo e lampadari, che gli valsero una nuova ondata di notorietà in qualità di maestro della luce) o le caratteristiche “bouchons de radiateur”, piccole statue in vetro o cristallo per automobili di lusso, come la famosa “Testa d’Acquila“, del 1928.
Anche con il vetro, Lalique (il cui stile si andò avviciando più al Déco che all’Art Nouveau degli esordi), non cessò di esser un innovatore tecnico, introducendo nuovi metodi di lavorazione, sia per i vetri opalescenti -dalla superficie perlacea, che sfumavano in un blu intenso- che colorati. Qui, è riprodotta la “Taïs” (del 1925) in vetro opalescente, e la variante “Suzanne” (dello stesso anno, che porta il nome della figlia pittrice).
In queste opere tarde troviamo ancora (come negli esordi d’oreficeria) il motivo femminile, la ricerca di innovazione, il tocco unico… (torna all’articolo precedente)

Vaso di cigni del 1898Testa d'Acquila, del 1928Taïs (1925)Suzanne (1925)