
La Casa Municipale di Praga (Obecní Dům) fu progettata dagli architetti Antonín Balšánek e Osvald Polívka (1859-1931) in un corpo centrale e due ali simmetriche, con stucchi, mosaici e statue allegoriche all’esterno (merita una citazione l’”Omaggio a Praga” di Karel Špillar sulla facciata) ed edificata fra il 1905 ed il 1911 nel Quartiere Vecchio di Praga, di fianco al Palazzo Della Corte Reale. Le prime cronache relative all’edificio lo indicano come il luogo in cui si svolse la proclamazione, avvenuta il 28 ottobre 1918, dell’indipendenza della Repubblica Cecoslosovacca - evento per il quale fu realizata, peraltro, una serie di francobolli celebrativi, disegnati dall’esponente di punta dell’Art Nouveau centro-europea, Alphons Mucha (1860-1939), che fu anche fra i principali decoratori della Casa.
All’interno, l’edificio fu dotato di un ampio ed elegante atrio, caffé e ristoranti al piano terreno e sotterraneo, e, ancora, sale di rappresentanza ed auditorium, tutte decorate con stucchi, eleganti lampade in stile -ovviamente- Art Nouveau, e dipinti, alla cui realizzazione parteciparono diversi artisti cechi, fra i quali il già citato Mucha, autore di affreschi allegorici nella Sala del Sindaco, di scene a tema nazionalistico sulla cupola piatta che sormanta il circolare Salone Primatorsky e delle vetrate nel frontone ad arco del portale d’entrata.
Il cuore fisico e stilistico dell’edificio è rappresentato, però, dalla Smetana, famosa sala da concerti con una capacita di 1.200 posti ed usata, talvolta, in occasione di grandi balli. La Sala, anch’essa decorata sontuosamente con stucchi, statue allegoriche, pitture alla pareti e medaglioni che raffigurano grandi compositori, è sormontata da una cupola in vetro e dotata di un grande organo.
Ancora oggi, vi vengono organizzati molti eventi della stagione musicale praghese, come la Primavera, l’Organo dell’Estate, il Festival d’Autunno.
Partecipare ad uno di questi concerti, può esser un’ottima idea, per completare l’esperienza seducente, per i sensi, di un viaggio all’interno del Liberty praghese…

Emanuele Lazzarin
















