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Liberty a Praga - Città Nuova (Pt. III)

Praga è stata, all'inizio del XX secolo, una delle principali città europee che recepirono ed elaborarono gli impulsi dello stile “Nouveau” - nato in Francia (e conosciuto, qui, come “Stile Secessione”, come in Austria e Germania), tanto da divenirne uno dei centri più vivi e ricchi, che l'appassionato del Liberty non può mancare di visitare... Dopo la I Guerra Mondiale, lo stile divenne “decadente e frivolo” secondo i nuovi giudizi, ma intere aree, come la Città Nuova ed il Quartiere Ebraico, furono, nel decennio e mezzo di auge, rase e ricostruite secondo i canoni ed il gusto del Liberty.

Stazione "Hlavn�­ N�¡dra�¾�­"

La Stazione “Hlavní Nádraží” (sulla strada Wilsonova) è uno dei maggiori esempi di Art Nouveau della capitale ceca, oltre che la più grande e la più trafficata della nazione.
L’edificio fu realizzato a partire dal 1901 su un progetto fornito da Josef Fanta (1856-1954), architetto, ricordato anche per il recupero storico di monumenti, opere funerarie, e come designer di mobili e pittore. La Stazione fu terminata nel 1909, prendendo, così, il posto della precedente in stile neo-rinascimentale e distinguendosi come una perfetta fusione di arte e tecnologia, secondo i nuovi ideali del tempo.
La stazione fu allargata con una seconda fase di lavori, fra il 1972 ed il 1979, che introdusse una nuova ala ed una moderna sala di smistamento, che (secondo le contestazioni rivolte al progetto) ne hanno snaturato il carattere originario Art Nouveau, ora rintracciabile, soprattuto, nell’ex-biglietteria sotto l’immensa cupola con vetrate, decorazioni e lesene rappresentanti volti di donne che simboleggiano Praga come “madre-città”. Il locale è stato trasformato negli ultimi anni in un caffé, chiamato, per l’appunto, “Caffé Fanta“.
Un altro edificio dell’architetto che vogliamo ricordare, si trova nell’area della Città Nuova ed è il palazzo del “Coro Hlahol” (1905), considerato fra le più pure espressioni dello stile secessionista. All’esterno si compone dei mosaici e delle sculture di Karl Mottll e di Joseph Pekárek (qui sono riportati due particolari della parte destra della facciata: la porta, sormontata da un’aquila e fregiata nel legno con motivi vegetali, ed una finestra con statue di musici).
A Praga troviamo, fra gli interventi dello stesso architetto, anche il collegio studentesco “Hlávkovy” (1903), l’”Osservatorio Ondřejovská”, il “Ministero della Cultura e del Commercio” (1935), ed un mausoleo (Slávin) nel cimitero di Vyšehrad.

L’”Hotel Europa“, con cui concludiamo il percorso, si trova nella vicina strada Václavské Náměstí e fu elaborato fra il 1903 ed il 1906 sopra le macerie dell’edificio precedente, dagli architetti Bedřich Bendelmayer e Alois Dryáknifne, che decorarono sontuosamente la facciata con lettere auree, su fondo di mosaico in pasta di vetro, e con ninfe dorate. Anche l’entrata che accoglie il visitatore è sormontata da una vetrata e da un’insegna in stile tipicamente Art Nouveau, che ricorda le migliori esperienze francesi.
Notevole è il fatto che gli interni dell’hotel, disegnati da Bohumil Hübschman, Jan Letzel e Ladislav Šalounsi, si siano conservati originali fino ad oggi - come gli specchi, i pannelli alle pareti, il bar ed il ristorante (detto “Titanic Resturant”).
Di fianco all’edificio, ricordiamo infine, sorge un altro hotel nel medesimo stile, il “Meran” (realizzato fra il 1895-1906), meno grande e sontuoso, ma raccomandabile da visitare per ammirarne le notevoli decorazioni esterne.

Stazione Caffè FantaCaffè FantaCaffè FantaHlahol Hlahol ProgettoHlahol_PortaHlahol_FinestraHotel EuropaHotel EuropaInsegne Hotel EuropaHotel EuropaHotel Europa