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Roul-Francoise Larche: turbinanti sculture in movimento

Fra oggetto d'uso e arte pura, la scultura di Larche rivela un talento fra i maggiori della Art Nouveau, capace di imprimere nel metallo la vitalità del movimento e l'eterea bellezza femminile.

RF Larche - Loie FullerRaoul-Francoise Larche (1860-1912) fu scultore, autore di opere (prettamente, ma non solo) in bronzo e dedito, come molti suoi colleghi Art Nouveau, all’arte applicata al servizio della bellezza diffusa nella vita quotidiana; nelle proprie opere egli mise sovente al centro la donna: ninfa, ballerina, divinità o figura allegorica, o forse rappresentante semplicemente quella bellezza che l’autore voleva come una presenza costante, il nume della casa.

Nato a Saint-André-de-Cubzac, in Acquitania, visse ed operò a Parigi, collaborando con le fonderie Siot Décauville (marchio “Siot Fondeur”, che di sollito si trova alla base dei suoi oggetti) per realizzare i propri bronzi, ma lavorando sovente anche con le ceramiche.
Larche utilizzava, in genere, il sistema della fusione a staffa (detto anche “a sabbia”), che si differenziava notevolmente dall’antichissimo metodo a cera persa. In quest’ultimo, infatti, un modello di argilla veniva rifinito con della cera ed inserito nell’appostio materiale di riempimento: con il getto incandescente di metallo la cera era sostituita, si “perdeva” (come si suol dire) dagli appositi sfiatatoi, e si generava, così, la forma definitiva dell’opera; nel metodo a staffa, invece, il modello in argilla occorreva solo per generare uno in negativo e, da questo, un altro in positivo: scavando dalla superficie di quest’ultimo uno strato, si creava quell’interstizio fra i due pezzi che era riempito, infine, con il bronzo. Se non era possibile creare un pezzo a tutto tondo, lo si fondeva allora in parti diverse e si saldava o tassellava; Larche soleva anche operare, dopo la fase di saldatura e lucidatura, una doratura del bronzo, che caratterizzò la maggior parte della sua produzione. Il vantaggio evidente di questo metodo fu una riproducibilità pressocché infinta della statua, adatta, dunque, ad un sistema di produzione vicino a quello industriale e di oggetti d’uso (anche se spesso, si potrebbe notare, esso può anche far perdere quella finezza e minuziosità dei particolari che caratterizza certe produzioni, uniche e resistenti ai millenni, realizzate a cera persa).

LF-Larche - SaggezzaIn Larche utilità ed eleganza formale son perfettamente fusi, quasi all’indivisibilità delle parti, in maniera ammirabile, come in un fortunato oggetto d’arredo dedicato a Loïe Fuller: una lampada (sopra) con le forme della famosa danzatrice, mentre si torce come un turbine assieme al velo, fatto roteare con le braccia sopra il capo e che, a mo’ di fiore, ospita la lampada elettrica. Da notare, la capacità straordinaria dell’artista di rendere il dinamismo del corpo e quel simbolismo, insito nel fiore, che è del resto tipico degli artisti Art Nouveau e che, altrove, come nella “Saggezza” (1902, piccola statua che nasconde fra i panni della donna raffigurata un calamaio - di fianco), assume un autentico carattere allegorico.
Le forme slanciate e morbide dell’Art Nouveau, come queste, arrivarono con Larche -fra i maggiori rappresentati dello stile nell’ambito della scultura- al massimo dell’eleganza e raffinatezza che si ricordi.

Citiamo, infine, “Les Violettes” (1900 - coll. privata), in cui tre bambini nudi sono affettuosamente abbracciati ad una giovane figura femminile, probabimente la madre, che li copre come a proteggerli, in un contesto pur sereno e rilassato. Il nome dell’opera deriva dalla forma ibrida che le figure assumono con il fiore, indicando così che i bambini sono il fiore stesso, o la loro forma umana.

Roul-Francoise Larche - Loie FullerRF Larche - Loie FullerRF Larche - Loie FullerRF Larche - Le violettes